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I suoni di Star Wars hanno radici astigiane
Christopher Scarabosio candidato all'Oscar

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Articolo pubblicato il 28/02/2016 alle ore 07:00.
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Christopher Scarabosio, 47 anni, sound designer
Nella Notte degli Oscar tra le tante stelle patinate che brilleranno sul red carpet di Los Angeles, ansiose di scoprire se a loro andrà la prestigiosa statuetta, ce ne sarà una tutta astigiana. Si tratta dell’italo-americano Christopher Scarabosio, 47 anni, sound designer (tecnico del suono) candidato all’Oscar per la categoria “Sound Mixing” per il film “Star Wars: Il risveglio della Forza”. A sciogliere il pubblico astigiano (e diciamolo, anche quello nazionale) in un brodo di giuggiole basterebbe solo il fatto di poter rivendicare un qualche legame con un membro dello staff che ha contribuito alla realizzazione di una delle saghe cinematografiche più celebri e amate della storia, creata da George Lucas. Il fatto che Chris, questo sound designer che ama la Barbera, sia stato anche nominato agli Oscar per gli effetti sonori da lui creati non può che inorgoglire. La storia della famiglia di Christopher è comune a quella di molti altri giovani americani con radici italiane. Nel primo Novecento il bisnonno era emigrato a San Francisco da Isola d’Asti in cerca di fortuna ed era diventato cittadino americano arruolandosi nello US Army nel corso della Prima Guerra Mondiale.

Il figlio Steve venne in Italia a cercare moglie, così come si faceva ai tempi, e sposò ad Asti Irma Saracco. Il padre di Chris nacque in America così come suo figlio, il quale ha intrapreso negli ultimi vent’anni una brillante carriera nel mondo delle produzioni cinematografiche Hollywoodiane. Christopher al momento lavora per la  la Skywalker Sound, una delle più famose aziende specializzate in effetti sonori, montaggio del sonoro, delle musiche e nella progettazione di nuovi formati audio, parte della Lucas Digital, a sua volta parte della LucasFilm di George Lucas, ora controllata dalla The Walt Disney Company. Simpatico e brillante, Christopher ci ha concesso un’intervista, nell’attesa di comparire stanotte alla 88°edizione della cerimonia degli Oscar al Dolby Theatre di Los Angeles.

Ciao Christopher, inutile dire quanto le tue origini astigiane ci riempiano di orgoglio. Conosci i luoghi in cui vissero i tuoi avi?
Sì, conosco molto bene le origini della mia famiglia e amo il Piemonte. Sono venuto in Italia quattro volte, l’ultima ben nove anni fa. Purtroppo è già passato molto tempo. Sono molto orgoglioso delle mie origini italiane e penso spesso a quel viaggio della speranza fatto dai miei nonni per venire in America, ai loro sacrifici ma anche ai loro successi. Ammetto di essere un gran bevitore di vino e apprezzo soprattutto Barbera, Barbaresco, Moscato, Nebbiolo e Prosecco. L’Italia è un paese fantastico, ricco di storia, arte e cultura… insomma è la culla della civiltà. Ho viaggiato soprattutto al Nord e quelle colline sono rimaste nel mio cuore.

Nell’attesa di sapere l’esito della tua nomination, vorremmo avere qualche informazione su di te, sulla tua vita e sul tuo percorso professionale. Sei sposato? Hai figli?
Vivo a San Rafael, in California, 15 miglia a Nord di San Francisco. Sono sposato da 20 anni con Erin e ho tre figli: Anissa(20), Sophia(18), e Rhys(15). Mi sono laureato alla San Francisco State University in Broadcast Communication Arts.

In caso di vittoria, a chi dedicherai l’Oscar?
Ci sono molte persone coinvolte nella realizzazione di un film come Star Wars. Se devo ringraziare una sola persona quella è George Lucas. Senza di lui non esisterebbe Star Wars. Ma anche JJ Abrams che ha fatto un lavoro eccezionale con “Il risveglio della Forza”. Lo staff della Skywalker Sound ha creato un mix di suoni pazzeschi. Sicuramente un ringraziamento va alla mia famiglia, per il supporto. Sapere adesso che anche il pubblico italiano farà il tifo per me mi elettrizza molto!

Chris, tu hai già vinto un Emmy, un Satellite Awards e tre MPSE ((Motion Picture Sound Editing) Awards. Sei un veterano delle premiazioni ma una nomination all’Oscar penso emozioni chiunque. Come stai vivendo il momento?
Sono molto eccitato. E’ un grande onore perché non sai mai quando una nomination può arrivare. Non mi aspettavo la candidatura ma, vada come vada, è bello che sia stato apprezzato il nostro lavoro.

Come spiegheresti il tuo mestiere ad un profano?
Prendo tutti gli elementi sonori di un film (musica, effetti sonori e dialoghi) e in post produzione scelgo quali suoni debbano essere usati, in quale punto e con quale intensità. A volte la musica dovrebbe essere più forte degli effetti sonori, altre volte il contrario. L'obiettivo è quello di trovare la migliore combinazione di suono che meglio racconta la storia e offre il massimo impatto emotivo e sonoro.

Star Wars è un film amato da tutte le generazioni di tutto il mondo. Anche tu sei stato un fan? Sicuro, io sono un fan di Star Wars.
E’ stata questa saga a ispirarmi e a convincermi di lavorare in questo campo. Sono stato trasportato in una Galassia lontana lontana…e il viaggio mi è piaciuto! Secondo te, quanto sono importanti gli effetti sonori nella narrazione di un film? L’audio è una parte fondamentale del film. George Lucas dice sempre: «Un film è composto per il 50% da effetti sonori». Il suono agisce ed emoziona a diversi livelli. Pensate al rumore della maschera di Darth Vader… ci fa capire chi lui sia anche senza vederlo. Lo stesso vale per R2D2, Chewbacca, Tie Fighters e le spade laser. Il suono è narrazione.

Un sound designer come te lavora ancora con strumenti artigianali oppure oggi tutto, a Hollywood, si basa sul digitale? Dove trai ispirazione?
Io penso che il lavoro di un sound designer oggi sia una sfida maggiore rispetto a quanto poteva essere vent’anni fa perché nei film moderni ci sono molti effetti speciali visivi che possono distrarre dal sonoro. Per questo ricorro soprattutto alla mia immaginazione combinata con strumenti di elaborazione audio digitali. Il segreto è essere creativi con strumenti che consentono l'alchimia sonora. La maggior parte dei registi vogliono suoni che non sembrino troppo elaborati o artificiali. Spesso chiedono suoni che loro definiscono “organici”. Il sound designer deve avere un orecchio predisposto ai suoni curiosi e insoliti che consentano di mantenere l’audio del film “fresco” e accattivante.

Grazie del tuo tempo Chris, e come diciamo in Italia: in bocca al lupo per la tua nomination! Grazie e… fingers crossed!

Lucia Pignari

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