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Asti

I piccoli "porti" urbani
per allattare i bebé

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Articolo pubblicato il 23/06/2013 alle ore 14:15.
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Baby Pit Stop, un aiuto per l'allattamento
A Milano ha riscosso molto successo l'iniziativa dell'Unicef che vuole facilitare l'allattamento al seno anche al di fuori dall'ambiente domestico. Si chiama Baby Pit Stop - La mamma che allatta è la benvenuta e coinvolge, tra gli altri, anche numerose farmacie del capoluogo lombardo dove i titolari hanno allestito un piccolo angolo protetto per dare la possibilità alle mamme di allattare i figli (ed eventualmente cambiarli) in un luogo pulito, riscaldato (molto utile in inverno) e lontano da sguardi che potrebbero metterle in soggezione. Purtroppo in Italia si parla poco di allattamento al seno e vedere una madre che allatta il proprio figlio seduta su una panchina rappresenta un'eccezione perché non tutte le donne si sentono a proprio agio, per quanto sia una delle azioni più naturali al mondo.

L'unico vincolo chiesto per aderire all'iniziativa (cui possono partecipare anche gli esercenti) è quello di non utilizzare i Baby Pit Stop per fare pubblicità a qualsiasi tipo di latte in polvere. E qui potrebbe scoppiare la nota polemica che divide i sostenitori del latte materno da quelli che spingono all'uso del latte artificiale. In generale i Baby Pit Stop sono una possibilità per le madri, non certo un obbligo, e sarebbe utile che tutte le città, Asti compresa, seguisse l'esempio di Milano coinvolgendo le farmacie cittadine nell'aderire all'iniziativa.

Abbiamo contattato il presidente provinciale dell'Unicef di Asti, Giuliana Barucco Binello, per sapere se anche Asti potrà predisporre un proprio circuito di Baby Pit Stop e la risposta è stata positiva. Presto i vertici di Federfarma e dell'Asl saranno contattati dall'Unicef per iniziare a discutere di come mettere in pratica questa importante offerta. Tutto qui? Non c'è dell'altro.

Esiste un secondo interessante progetto che vede il Trentino e zone del Lago di Garda come capofila nel nord Italia. Si chiamano "Baby Little Home", sono delle piccole case di legno (per certi versi ricordano le baite di montagna) dislocate in zone molto frequentate della famiglie e che servono come porto d'approdo per qualsiasi esigenze legata alla prima infanzia. All'interno di queste casette una madre può allattare il proprio figlio (artificialmente o al seno), cambiarlo, scaldare il biberon o la pappa tutto gratuitamente e senza alcun tipo di obbligo come potrebbe essere la consumazione in un bar.

Queste casette di legno sono state già installate in alcune zone turistiche del Trentino con ottimi risultati. Costano circa 15mila euro l'una ma per le amministrazioni comunali devono essere viste come un modesto, ma importante, investimento a sostegno della genitorialità e delle famiglie e non come una spesa fine a se stessa. Entrambe le iniziative sono utili, pratiche e sicuramente fanno la differenza tra città a misura di bambino e città dove l'infanzia non viene ancora sostenuta quanto invece meriterebbe.

Asti saprà prendere al volo questi progetti per dare alle famiglie un segnale concreto? Speriamo di sì e di questo già da oggi ci facciamo portavoce con gli enti locali.

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