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I mille usi dell'alloro, tra arrosti e ars topiaria

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Articolo pubblicato il 05/01/2016 alle ore 11:14.
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Foglie di alloro
Non solo le foglie coriacee e profumate dell’alloro nobilitano arrosti e illustri personaggi, ma rientrano anche tra i sempreverdi protagonisti delle feste natalizie in molte regioni italiane. Un grosso ramo di alloro, raccolto nei boschi e decorato con fette di arance, caramelle e nastri, era l’albero di Natale delle famiglie liguri e lombarde. Le stesse foglie erano utilizzate come decoro per servire panettoni e pandolci e, una volta essiccate, usate come profuma biancheria o nascoste tra le pagine dei libri per proteggerli da muffe e insetti. Coltivato a cespuglio o a piccolo alberello (in piena terra può raggiungere i 10 m di altezza), si presta a dare un tocco di verde all’angolo dell’orto dedicato alle erbe aromatiche. Oppure, potete scegliere un esemplare potato “in forma”, a cono o a sfera, da sistemare in un grande vaso in terracotta sul terrazzo o ai lati del portone di ingresso di casa.

Il Laurus nobilis, caratterizzato da una crescita piuttosto lenta, rientra infatti, insieme al bosso e al carpino, tra le specie più utilizzate dall’ars topiaria, l’arte giardiniera di realizzare siepi, geometrie e sculture “verdi”. La corteccia color cenere contrasta con le foglie lanceolate verdi scuro, intenso e lucido nella pagina superiore, più opache in quella inferiore, decorative tutto l’anno. L’alloro è un arbusto rustico e poco esigente in fatto di terreno ed esposizione: saranno sufficienti annaffiature regolari per la pianta in vaso e, nei periodi più siccitosi, per le piante adulte in piena terra e un po’ d’olio di lino vaporizzato in caso di cocciniglia, causa di ingiallimento e caduta delle foglie.

Potendo scegliere, piantatelo a primavera, in una posizione soleggiata, riparata dai venti freddi invernali. Si moltiplica per talea legnosa in agosto-settembre. Si taglia la parte centrale di un ramo che abbia almeno tre coppie di foglie. Le quattro foglie più in basso si staccano delicatamente, le altre due si tagliano a metà. Si interra il ramo lasciando solo un nodo fuori terra e si annaffia regolarmente per mantenere sempre fresco il terreno finché la talea non avrà radicato. A quel punto, la nuova piantina potrà essere rinvasata.

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