Punto a Capo

Giochiamo la nostra partita come un mondiale

Stampa Home
Articolo pubblicato il 26/06/2017 alle ore 17:50.
Giochiamo la nostra partita come un mondiale 2
Giochiamo la nostra partita come un mondiale

Madrid 1982

Finale dei mondiali di calcio.

Tra il pubblico Sandro Pertini a fianco del Re di Spagna e più in là il Cancelliere tedesco.

Italia-Germania.

Allenatore Enzo Bearzot.

Formazione Italiana, come sopra.

Vince L’Italia 3-1.

Chi tra noi non ricorda questo incontro ed il grido ripetuto “CAMPIONI DEL MONDO! CAMPIONI DEL MONDO!”  del nostro Nando Martellini.

E poi il viaggio di ritorno della squadra sull’aereo con Sandro Pertini e Bearzot che giocano a scopa.

L’Italia, gli Italiani.

Una mattina vorrei Risvegliarmi, non manca molto, ci siamo quasi e ci siamo quasi tutti.

L’entusiasmo per questa libera circolazione nei mercati sta passando... il km0 la dice lunga.

A questo punto direi di metterci tutti insieme sui fili della luce...come fanno i piccioni.

Avete presente?

Riempiamo, noi italiani, tutti i fili d’Italia guardando in giù, a lato al disopra, sono certa che tutti vedremmo lo stesso paesaggio.

L’Italia bellissima con il suo territorio, le sue città, i suoi paesi, le sue chiese i suoi cortili, le sue coste e le sue isole.

E poi guardando bene vedremmo tanti italiani che si parlano, che si stringono la mano,  che si abbracciano, che crescono i figli, che aiutano,... insomma che vivono  normalmente la loro esistenza.

Molti silenziosi, molti arrabbiati, molti delusi; la maggior parte dimessi… sguardo perso ed affranto.

Ma chi non lo sarebbe?

Procediamo… sempre dai nostri fili, guardando lontano riusciremmo a scorgere l’assurdo: container e container  di merce, vestiti, scarpe, frutta,  carne, oggetti che arrivano nei nostri porti, nelle nostre stazioni giungendo dall’altra parte del Mondo.

Tutto da smistare, immagazzinare, impacchettare, etichettare.

Packaging su packaging da riciclare.

Merce meno cara? Ne siamo certi?.

Un prezzo troppo basso nasconde sfruttamento umano od animale, inquinamento della Terra.

Quindi merce ad altissimo prezzo.

Ecco qui l’assurdo: non abbiamo forse noi la carne? La frutta? La verdura?... formaggi, salumi, vini... bevande.

Mi sbaglio o facevamo le scarpe, vestiti, mobili… lenzuola e tovaglie; per non parlare di vetture, moto e biciclette?

Così tante movimentazioni, ma per cosa?

Non certo per la nostra felicità o salute.

Torniamo alla formazione del 1982; tutta l’Italia era lì con loro per sognare quel sogno che divenne realtà per piede (non mano) di giocatori d’altri tempi..

In fondo tutti noi non chiediamo molto.

Dateci una nuova formazione, dei nomi dei cognomi, e che questi nomi e cognomi prendano il loro ruolo con senso del dovere, umiltà e serietà.

Un attaccante, un difensore, un mediano, un libero.

Un portiere.

E per non uscire dalla metafora calcistica e sportiva, vogliamo grinta e quello  spirito di sana competizione che migliora tutti.

Ed anche se, come si sa, la medaglia ha due facce…è ora di partire dal verso giusto!

Quindi bella, buona e cara Italia a tutti!

Tags: punto a capo

Cronaca

Attualità

Salute e Green

Economia e lavoro

Eventi e Weekend

Sport