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Fuga dai parchi: senza controlli
sono zone pericolose per tutti

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Articolo pubblicato il 09/04/2013 alle ore 09:18.
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Una desolante immagine del Bosco dei Partigiani
Vandalizzati, degradati e, in certi casi, pericolosi. Così abbiamo trovato alcuni dei più importanti parchi cittadini durante un sopralluogo effettuato sabato mattina. Dopo aver ricevuto numerose segnalazioni da parte di lettori che abitualmente usufruiscono delle aree verdi abbiamo voluto toccare con mano lo stato di alcuni di questi parchi a pochi giorni dall’inizio della primavera quando, in teoria, dovrebbero tornare ad essere maggiormente frequentati. Il Bosco dei Partigiani e il Parco del Tanaro sono quelli messi peggio: passeggiare in questi due parchi è tutto tranne che piacevole, senza considerare i pericoli dovuti alla manomissione dell’arredo, delle palizzate di legno, dei bagni, etc. Ma procediamo con ordine. Entrando nel Bosco dei Partigiani raggiungiamo l’area gioco nei pressi degli scaloni posti a semicerchio davanti alla scuola materna: sono imbrattati da ogni genere di scritte e non mancano vetri, rifiuti e porcherie lasciate dopo bivacchi o altro. Nei pressi dell’area ci sono pali di legno conficcati nel terreno e tenuti in piedi di altri pali, molti dei quali divelti o spaccati.

Salendo la stradina a fianco del campo da basket ne troviamo una decina gettati contro la rete di protezione e, ovunque guardiamo, ci sono staccionate abbattute, rotte, pali dai quali spuntano chiodi arrugginiti lunghi 10 cm, staffe di ferro piegate, panetti di cemento franati dalla strada e perfino la rete a ridosso delle antiche mura risulta essere stata abbattuta. Tornando indietro verso la zona del parco che si affaccia su via del Bosco troviamo una palizzata di protezione spaccata, pericolosa se qualcuno dovesse finirci dentro, magari in bici. Proseguendo ci sono altre staccionate distrutte o inclinate verso la scarpata, una discarica abusiva fatta di sedie di plastica, sacchetti, bottiglie e perfino una panchina d’acciaio rossa gettata giù dalla scarpatina. Le stradine interne al parco sono a loro volta malandate. Il degrado del Parco dei Partigiani è sicuramente dovuto ad atti vandalici di ogni genere ma lasciato in quelle condizioni risulta pericoloso soprattutto se qualche bambino finisse contro gli spuntoni o i chiodi delle staccionate.

Spostandoci al Tanaro la situazione non è per nulla migliore, anzi. Il Parco del Tanaro si rivela addirittura messo peggio, almeno per quanto riguarda le installazioni sportive che dovrebbero formare una sorta di percorso diviso in “stazioni”. Appena si entra dall’ingresso principale alcuni cartelli sono abbattuti e gettati tra la vegetazione ma arrivando verso i giochi dei bambini iniziano i veri problemi: corde bruciate, strutture piegate, una delle sbarre verticali della “spalliera” è spezzata e ha solo più due pericolosi spuntoni a circa un metro e mezzo di altezza che fuoriescono lateralmente. Alcune altalene non ci sono più (sono state rubate le catene) e vediamo un cestino dell’immondizia gettato sotto un albero. Procediamo verso la pedana “Barbara Vitale” al cui interno si trova una struttura in cemento per gli appassionati di bici e skateboard: al centro del percorso ci sono pedane di legno, rifiuti, mattoni e altro materiale coperto da un telo. Non è ben chiaro se si stiano facendo dei lavori (in questo caso forse sarebbe meglio chiudere l’accesso alla pista) oppure se si tratta di rifiuti abbandonati.

Procedendo sulla strada del parco veidamo un tombino mezzo divelto, una transenna rossa mezza affondata nel terreno, pali conficcati nell’erba (alcuni semi inclinati), un cestino dell’immondizia piegato e altri paletti rossi rovesciati sull’erba (appartengono alla fermata 7 del percorso sportivo quella dove, almeno in teoria, si dovrebbero fare gli stiramenti). Tronchi d’albero e radici rovesciate sul prato ci indicano la strada per la pista ciclabile lungo il Tanaro dove parte del muro è crollato e i cui resti sono accatastati sul sentiero. Andando verso gli orti saltano agli occhi le condizioni dei servizi igienici del parco, totalmente devastati, insudiciati e assolutamente una delle “attrazioni” peggiori di quella che dovrebbe invece essere una delle zone più belle della città. Uscendo notiamo un vecchissimo cartello del Comune che indica la sanzione per chi danneggia “aiuole, piante, manto erboso e strutture del giardino”: ammonta a 60mila lire perché l’insegna, nonostante siano passati 11 anni dall’introduzione dell’euro, è ancora quella originale. La seconda parte dell’inchiesta sarà pubblicata sul numero di venerdì 12 aprile.

Riccardo Santagati
Twitter: @riccardosantaga

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