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Fucilata alla ex moglie, si costituisce
dopo la fuga durata un giorno

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Articolo pubblicato il 30/11/2015 alle ore 17:43.
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Un carabiniere di Alba mostra il fucile usato durante l'aggressione
Ancora una separazione difficile, ancora due coniugi in lite, ancora un uomo in preda alla rabbia che tende l’agguato alla ex moglie, che le spara e ancora una fuga nelle campagne fra Astigiano e Albese, ancora su una Fiat Punto, ancora una caccia all’uomo che dura un giorno: sono tantissime le similitudini che accomunano il tentato omicidio di sabato scorso con la tragedia in cui ha perso la vita Barbara Natale due sabati fa a Canelli. Unica differenza, sostanziale, è il finale: Barbara ha perso la vita mentre a Donatella Nieddu, 42 anni è andata molto meglio con tanto spavento ma nessuna ferita seria. In manette il marito, Giuseppe Pavarino, disoccupato di 48 anni di San Damiano. L’uomo era separato dalla moglie da tempo e i due ex coniugi erano in attesa di formalizzare la rottura del loro rapporto con il divorzio. Una decisione che, evidentemente, non era troppo gradita a Pavarino che sabato mattina, alle 5,30 ha atteso l’ex moglie sotto casa ad Alba (dove la donna abita con i figli della coppia) sapendo che partiva a quell’ora per andare a fare le pulizie per la cooperativa sotto la quale lavora.

Insieme alla donna c’era anche il figlio di 24 anni, in auto. Appena madre e figlio si sono seduti sull’auto, Pavarino, secondo la ricostruzione dei carabinieri di Alba guidati dal capitano Serena Galvagno, ha bussato al finestrino con la canna del fucile che teneva in mano, intimando alla moglie di scendere. Il figlio, nonostante lo spavento, temendo il peggio ha affrontato il padre per tentare di dissuaderlo. Sono seguiti attimi di grande concitazione, di nervosismo e di confusione durante il quale Pavarino ha fatto fuoco. Il colpo è andato dritto contro l’auto in cui si trovava la donna e ha mandato in frantumi vetri e parti di carrozzeria di quella e di un’auto vicina. Subito dopo Pavarino si è dato alla fuga sulla sua Fiat Punto e ha fatto perdere le tracce per tutta la giornata di sabato.

Immediata la denuncia ai carabinieri di Alba che hanno attivato la caccia all’uomo, ricercato per tentato omicidio, sia sul territorio albese che nelle vicine province. L’uomo, nella fuga, si è portato dietro il fucile ma per i carabinieri il rischio più grande era quello di un suicidio. Dopo 12 ore di fuga, Pavarino si è fermato a Piobesi e si è consegnato ai carabinieri della Compagnia di Alba, consegnando anche il fucile a canne mozze risultato poi illegalmente detenuto. Una tragedia sfiorata che invita a non far mai scendere l’attenzione sugli ormai tanti casi di violenze fra le mura domestiche e sui rischi che si corrono dopo la rottura traumatica di un rapporto. E a farne le spese, purtroppo, sono sempre le donne, sulle quali spesso pesano le responsabilità economiche della famiglia da condividere con la paura di essere vittime di agguati.

Daniela Peira

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