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Fecondazione in vitro anche ad Asti

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Articolo pubblicato il 19/08/2016 alle ore 08:00.
Fecondazione in vitro anche ad Asti 3
Fecondazione in vitro anche ad Asti

E' pronto all’ospedale di Asti il Centro di fecondazione in vitro embrio transfer, meglio conosciuta come Fivet di terzo livello.
La sede, ovviamente, è quella del reparto di Ostericia e Ginecologia diretta dal dottor Maggiorino Barbero che ricorda come alcuni anni fa siano stati resi disponibili circa 600 mila euro per la realizzazione di un centro di procreazione medicalmente assistita.
Una notizia importante per tutte le coppie in cerca di figli che oggi si rivolgono soprattutto a strutture in Lombardia, regione che dispone di una maggiore offerta di centri. Passo dopo passo, fra protocolli medici e “burocrazia” sanitaria, il centro è ora pronto e ha le carte in regola per partire.
Che cosa offrirà il centro astigiano? In anestesia locale si potrà eseguire il prelievo microchirurgico di gameti dal testicolo; il prelievo ambulatoriale degli ovociti e l’embrio transfert. Tutto senza ricovero.

La Fivet rappresenta una tecnica di terzo livello nella procreazione assistita cui si rivolgono le coppie che non riescono a concepire spontaneamente.
La tecnica prevede una serie di azioni: stimolazione farmacologica dell’ovaio per produrre più ovociti, prelievo chirurgico degli ovociti prodotti (il cosiddetto pick up), l’inseminazione degli ovociti in laboratorio, la fecondazione degli ovociti, lo sviluppo degli embrioni e il loro successivo trasferimento in utero.
Nelle tecniche di secondo e terzo livello rientrano anche l’Icsi (l’iniezione intracitoplasmatica di un singolo spermatozoo) e la Gift (gamete intrafallopian transfer) per quanto sia una tecnica poco utilizzata. Prelievi testicolari e crioconservazione completano l’elenco di procedura di procreazione assistita.

Quest’ultima tecnica, in particolare, fa segnare grandi passi in avanti dei ricercatori italiani con oltre 1500 bambini nati da questa tecnica sicura ed efficace. Viene proposta nei casi di pazienti oncologiche che debbano sottoporsi a terapie che mettono a rischio la loro fertilità futura; con la crioconservazione, viene preservata la loro capacità riproduttiva anche dopo cicli di cura particolarmente potenti come possono essere quelli legati alla cura di particolari tipi di tumore.

«Si tratta di un servizio di grande significato per l’intera regione - dichiara Ida Grossi, direttore generale dell’Asl di Asti - La nostra azienda si inserisce così nel circuito della fecondazione assistita diventando un centro di riferimento per il piemonte e, sono convinta, che lo sarà anche per cittadini di altre regioni. Eviteremo in questo modo che chi necessita di questo servizio debba andare a cercare nel privato o in altre parti d’Italia».
Anche se il centro ha ottenuto finalmente tutte le autorizzazioni e le certificazioni e si è già dotato di tutte le attrezzature necessarie, bisognerà attendere fino all’autunno per l’avvio vero e proprio dell’attività. Per quel periodo, infatti, farà ritorno all’ospedale di Asti il medico specialista che sta completando la sua formazione in questo settore. Solo allora verranno comunicate le procedure secondo le quali le coppie astigiane in cerca di figli potranno accedere al centro dell’ospedale Cardinal Massaia.

Daniela Peira

Tags: Ospedale di Asti,fecondazione in vitro

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