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Farris, fantino di San Pietro: «Un Palio da protagonista, voglio solo vincere»

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Articolo pubblicato il 09/07/2014 alle ore 07:00.
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Farris esulta per la vittoria nella "Provaccia" legnanese del 2013: nell'occasione indossava il giubbetto di San Martino
Andrea Farris, fantino nato a Cagliari nel 1988, sta cercando di farsi luce a suon di risultati nel difficile panorama delle monte paliesche. Due esperienze in piazza Alfieri: la prima nel 2010 per il Comune di Nizza, la seconda, risalente all'anno passato, per il Borgo San Pietro. Poca fortuna in entrambi i casi per "Sentenza", questo il soprannome che il Comitato rossoverde gli ha attribuito nell'imminenza della corsa 2013. In carriera Farris ha dato il meglio di sè sulla pista di Legnano, dove per tre volte si è aggiudicato la "Provaccia". Nel Palio 2014, svoltosi nella cittadina lombarda, ha centrato la finale per la Contrada di San Magno, correndo con una cavalla di proprietà di Donato Calvaccio. Nell'ultimo atto della manifestazione legnanese si è arreso soltanto all'accoppiata "Gingillo"-The Killachy Kid che ha trionfato per Sant'Erasmo.

Ad Asti l'anno passato le cose non sono andate troppo bene. Eliminazione in batteria dopo aver cullato a lungo il sogno di centrare la finale....
«Il cavallo di cui disponevo mi ha creato qualche problema in partenza. Faticavo a portarlo al canapo e di conseguenza ho dovuto impostare una corsa in rimonta. Nel secondo giro ho guadagnato diverse posizioni ma ho perduto l'accesso alla finale proprio all'ultima curva. Conoscevo poco il purosangue con cui correvo, prima del Palio ero riuscito a montarlo soltanto una volta. Un cavallo di qualità, sicuramente, ma col quale non ho avuto tempo di entrare in sintonia. Inoltre nella mia batteria ho dovuto misurarmi con "Gingillo", che poi avrebbe vinto il Palio per la Torretta, con San Secondo, che montava Silvano Mulas, piazza d'onore in finale, e con Martin Ballesteros, rivale scomodo. Poi vorrei ricordare che San Silvestro, altro mio avversario in batteria, gareggiava col cavallo che aveva vinto l'anno precedente».

E nel 2014? Ambizioni?
«Voglio far bene, intendo correre un Palio da protagonista. Punto alla vittoria senza mezzi termini. Non sto neppure a sviluppare discorsi intermedi del tipo "sarei felice di andare in finale". No, io voglio vincere! Voglio conquistare un Palio di spessore, un Palio che conta. E San Pietro mi ha dato la possibilità di farlo».

Con la dirigenza rossoverde come ti sei trovato?
«Dire bene è riduttivo. Persone straordinarie che mi hanno assecondato in tutto e per tutto per darmi la possibilità di rendere al meglio. Sono in debito nei loro confronti. Ho la possibilità di renderli felici nel 2014 e darò tutto me stesso per riuscirci».

Ti dovrai nuovamente misurare con l'accoppiata che ti ha battuto a Legnano. Ma Zedde e il suo cavallo sono davvero imbattibili?
«A mio parere no. Senza dubbio il purosangue di "Gingillo" è ottimo, ma a mio giudizio può essere battuto. Sia ad Asti l'anno passato che a Legnano quest'anno non si può dire che in partenza sia stato penalizzato. Chiaro che se va davanti andarlo a prendere diventa difficile. Ma proviamo una volta a partire tutti insieme, con un allineamento degno di questo nome, e poi facciamo delle valutazioni. Quel cavallo lo abbiamo quasi sempre visto correre in testa, ma se dovesse risalire da dietro come si comporterebbe?»

Un quesito che molti si pongono. Ma tu Andrea riguardo ai cavalli come stai? Hai in scuderia esemplari competitivi?
«Ho purosangue nella mia scuderia di San Pietro e altri di San Magno. Inoltre ho esemplari nel mirino che sto valutando con attenzione. Stavolta arriverò preparato in piazza Alfieri, poco ma sicuro».

Tocchiamo il tasto Siena. Tu hai la scuderia da quelle parti, ma non sei mai riuscito a convincere una dirigenza a montarti. E' davvero un capitolo chiuso quello legato al Palio della città in cui vivi?
«Non è facile, per nulla. Io mi muovo con le mie forze, mi impegno al massimo per mettermi in evidenza ma i miei sforzi finora non sono stati premiati. Quello del Palio di Siena è un mondo che negli ultimi anni è andato cambiando in maniera sensibile. Però continuerò a provarci, sperando di avere maggior fortuna».

Hai detto che quest'anno hai giocato d'anticipo, individuando esemplari ad hoc per la corsa di settembre. Proverai qualche cavallo in occasione della riunione di luglio allo stadio organizzata dal Collegio dei Rettori?
«Diciamo che è molto probabile. Non posso rispondere con assoluta certezza, ma nella circostanza dovrei provare qualche cavallo "interessante" in ottica settembrina».

A San Pietro possono dormire sonni tranquilli dopo queste tue affermazioni "battagliere"....
«Lo ribadisco. Da tanti anni non vincono e già nel 2013 avrei voluto interrompere il loro digiuno. Non ce l'ho fatta per i motivi che ho appena esposto. Tra l'altro l'anno passato ho pure rischiato di cadere, poichè il cavallo nel terzo giro era talmente "spremuto" che andava a battere contro lo steccato. Ricordo all'ultima curva quando gli altri rinvenivano da dietro che ho cercato di chiudere il passaggio a un avversario che mi attaccava all'interno. La fortuna non mi fu granché amica. Per il futuro ho sensazioni positive».

Fin qui Andrea Farris. Il Comitato rossoverde, guidato da Loredana Beltrame, gli ha giustamente ridato fiducia. Speranze ben riposte, poiche "Sentenza" ha le carte in regola per puntare in alto. E per sfatare un tabù che in casa rossoverde dura dal lontano 1983....

Massimo Elia

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