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Fallita Artesina, prosegue
l’attività per 40 dipendenti

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Articolo pubblicato il 28/04/2015 alle ore 15:26.
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La sede della Asti Quality Food
Il fallimento della "Artesina International" è stato affrontato dal sindacato con un'assemblea svoltasi in quello che è oggi lo stabilimento in cui opera la "Asti quality food", allo scopo di individuare tutte le situazioni che dovranno essere presentate in tribunale dopo il 22 settembre, data in cui è stata fissata la prima udienza. «Ci insinueremo nelle passività -– spiega Gerardo Curcio della CGIL -– riguardo al TFR ancora da riscuotere e per la cassa integrazione del 2013. Inoltre, dalla "Artesina International" sono state riscosse dai lavoratori le quote relative alla tessera sindacale, così come quelle riguardanti la previdenza complementare, ma non sono mai state pagate a chi di competenza; purtroppo, in sede di definizione del fallimento, non sarà facile ottenere questi risarcimenti per i lavoratori. La situazione si è invece regolarizzata con la gestione della "Asti quality food", da cui tutte le spettanze sono state regolarmente versate».

Dalla "Asti quality food", a voce dell'avv. Fabrizio Granata, giunge la seguente precisazione: «la società "Asti quality food spa" puntualizza che non esistono lavoratori a rischio poiché tutti i lavoratori già Artesina sono stati assorbiti dalla società "Asti quality food Spa" a seguito di accordo sottoscritto con le Organizzazioni Sindacali in data 14 febbraio 2014. Le due società, "Artesina International" e "Asti Quality Food", sono due soggetti diversi tra loro e l'attività della AQF è solida con importanti ordini e concrete possibilità di sviluppo verso i mercati esteri, dovuti al recentissimo cambio al vertice della società». La precisazione è opportuna perché, in seguito ai numerosi cambi di società avvenuti negli anni, molte persone hanno perso un po' il conto, continuando a parlare genericamente di Artesina, senza essere adeguatamente informati di tutte le diverse vicende societarie, che Gerardo Curcio così riassume: «Si è passati dalla "Artesina" di proprietà di Cumino alla "Frozen banana", con un momento intermedio per la "Max work", che è poi rientrata non avendo avuto un riscontro sindacale. Da ottobre 2011 a dicembre 2012 ha operato la "Frozen banana", dopo di che i lavoratori sono rientrati in "Artesina": nel frattempo la famiglia Sartorati, di Verona, è subentrata alla gestione di "Artesina International", sino al febbraio 2014».

La preoccupazione dei sindacati è ora per il mantenimento dei diritti dei lavoratori e dei loro stipendi, perché in questi anni i dipendenti hanno sempre avuto acconti, saldi, posticipi delle tredicesime. Dopo la cassa integrazione ordinaria del secondo semestre 2013, l'azienda ha deciso di passare ad "Asti quality food". Antonio Bastardi, della FAI CISL, aggiunge: «il sindacato ha però avuto notizia della nascita della nuova azienda soltanto dalle visure camerali, ma non ha mai visto alcun documento che provasse una precedente cessione di azienda». La situazione lavorativa si è stabilizzata con la "Asti quality food" che, in base agli accordi, ha assunto subito e con le vecchie regole 30 dei 48 dipendenti della "Artesina International", mantenendo i loro livelli e stipendi: l'impegno ad assumere i restanti operai è stato assolto nel gennaio 2015, quando sono state assunte 10 persone, mentre altre 8 hanno scelto la mobilità. Quali saranno ora le prossime mosse del sindacato? "Chiederemo un incontro con la "Asti quality food" - aggiunge Curcio - per conoscere chiaramente le prospettive lavorative dell'azienda, dopo la revoca di Biagio Riccio dall'incarico di amministratore unico."

Renato Romagnoli

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