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Ex stazione di Canelli,
accordo vicino fra Comune e Ferrovie

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Articolo pubblicato il 07/10/2015 alle ore 14:34.
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La stazione di Canelli
Dopo anni di ripensamenti e tira-e-molla pare che Comune e Ferrovie abbiano raggiunto un accordo di massima sull'utilizzo della ex stazione ferroviaria dei Canelli. «I termini sono ancora da scrivere, ma potremmo giungere ad un accordo per cui la municipalità usufruirebbe dei locali per attività di volontariato e pubblica utilità» dice il sindaco Marco Gabusi. La facciata, adesso, non presenta più intonaci ammalorati né tinteggiatura fatiscente, grazie al restyling di due anni fa. Sul lato della piazza l'immagine è di un caseggiato restituito alla dignità. Ma appena giri l'angolo e t'affacci dalla pensilina, lo spettacolo è a dir poco deprimente. Arbusti, piante, erbacce conquistano, metro dopo metro, i binari inutilizzati da tempo, oltre ad aver cancellato terrapieni, passatoie e marciapiedi. La sporcizia s'annida ovunque.

Tre sacchi di rifiuti campeggiano all'ingresso dello spiazzo adibito a parcheggio interno nell'area un tempo utilizzata per i vagoni-merci. Sui muri dell'area di attesa esterna non c'è un centimetro di muro che non sia preda di graffiti, frasi che giurano eterno amore o meno nobili sentimenti. La bottiglia di spumante, simbolo della città dello spumante, è in pessime condizioni, semi nascosta (fortunatamente) dagli alberi che crescono rigogliosi. Il cancelletto d'ingresso pedonale non esiste più, sostituito da una catenella. La lastra della bacheca è divelto, a terra. Quello che era un "cartellino giallo" all'ex Stazione di corso Libertà adesso è rosso pieno. Annosa querelle quella dell'edificio che, un tempo, ospitava la stazione, storia di declino irreversibile, culminata con l'evoluzione del trasporto su gomma delle merci e l'utilizzo di autobus e auto private per gli spostamenti.

Tanto da far iscrivere il nodo ferroviario canellese tra i "rami secchi": prima a rischio chiusura sino al completo stop delle littorine con la soppressione della linea Alessandria-Castagnole-Alba. Chi s'attendeva una nuova vita per la ferrata, con la trasformazione in pista ciclabile, ha dovuto abdicare: il progetto, per ora, giace in un cassetto. Così come la speranza di rivedere i treni sferragliare. Ma il caseggiato ha resistito suo malgrado ai tagli. Abitato l'alloggio un tempo ad appannaggio del capostazione, seppur off limits la zona passeggeri, pensilina, area di sosta, massicciata sono in totale stato di degrado e abbandono. Writers poco avvezzi hanno lordato gli intonaci. Una speranza, però, si profila all'orizzonte per la vetusta, ma ancora robusta, palazzina. Una speranza che ha preso forma quando, prima dell'estate, l'amministrazione comunale ha incontrato il braccio operativo di Trenitalia che ha in carico le stazioni e ha intavolato un accordo che sembra vicino per l'utilizzo dell'edificio.

Giovanni Vassallo

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