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Ex sindaco di Piovà condannato
a risarcire il suo Comune

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Articolo pubblicato il 24/02/2016 alle ore 14:00.
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Il Municipio di Piovà Massaia
Non solo un ex sindaco è stato condannato (insieme al direttore dei lavori) ma è stato anche condannato a risarcire un danno di immagine arrecato all'amministrazione guidata e, se in solido con l'altro imputato non provvederà a liquidare i danni al Comune entro 30 giorni da quando la sentenza passerà in giudicato, verrà revocata ad entrambi la sospensione della condizionale della pena con il rischio concreto di dover scontare i 3 mesi di reclusione inflitti. A dettare la sentenza piuttosto singolare nella sua severità è stato il giudice Martinetto al termine del processo che vedeva come imputati Battista Pracca, ex sindaco di Piovà Massaia e Gianluca Girotto, professionista, direttore dei lavori di ristrutturazione di alcuni locali adiacente la sala polivalente con la destinazione di servizi igienici. I due erano accusati di aver falsamente attestato e dichiarato la realizzazione di un vespaio aerato dopo la demolizione della pavimentazione, lo scavo e la posa in opera di igloo.

Il tutto per un costo di lavori di circa 5500 euro. La vicenda era stata sollevata dall'allora capo dell'opposizione, Antonello Murgia che oggi è sindaco al secondo mandato; avendo dei dubbi sulle discrasie fra le tavole e gli allegati tecnici portati in consiglio e i lavori effettivamente eseguiti, aveva fatto una segnalazione al Corpo Forestale dello Stato che, appurati i fatti, aveva spiccato denuncia nei confronti dell'allora sindaco. Al processo Pracca e Girotto erano difesi dall'avvocato Enrico Rabino mentre anche il Comune di Piovà era presente nel procedimento essendosi costituito parte civile con l'avvocato Maura Lanfranco.

«Occorre leggere le motivazioni per comprendere bene quale sia stato il ragionamento del giudice –- ha commentato l'avvocato Lanfranco -– ma è evidente che è stata accolta la mia richiesta di riconoscere al Comune il diritto di ristoro del danno per lesione del prestigio e dell'immagine nel momento in cui due soggetti incaricati di pubblico servizio avevano consapevolmente operato (il Girotto) e avallato (il Pracca) una falsa attestazione contenuta nella scheda tecnica la quale aveva condizionato la formazione della volontà dei consiglieri che avevano a loro volta deliberato l'approvazione delle spese indicate come debito fuori bilancio».

Così ai 5500 euro di spesa approvata per quei lavori, il giudice ha aggiunto altri 3 mila euro come risarcimento danni al Comune, una statuizione piuttosto insolita che normalmente viene fatta a favore di persone fisiche e non di amministrazioni. «Sono soddisfatto perchè il giudice ha confermato che all'epoca, si parla del 2008, avevamo visto giusto -– è il commento dell'attuale sindaco Murgia -– Questa sentenza quasi esemplare è anche un monito: non ci si comporta così di fronte ad un consiglio comunale, non si presentano documenti che non rispondono alla realtà. Il riconoscimento del risarcimento danni dimostra anche che non ci si può impunemente approfittare delle risorse pubbliche». Nessun commento dalla difesa di Pracca e Girotto che annuncia solo il ricorso in Appello.

Daniela Peira

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