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Erika Grimaldi al Regio nell’opera di Casella

Il 14 aprile l’opera è stata trasmessa in diretta dal teatro torinese su Rai 5 e, probabilmente, questa sarà la versione tv per i prossimi anni

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Articolo pubblicato il 20/04/2016 alle ore 14:00.
Il soprano astigiano Erika Grimaldi
Il soprano astigiano Erika Grimaldi

Il suo compositore, Alfredo Casella, nacque a Torino nel 1883 e nel 2016, l’opera “La donna serpente”, viene eseguita per la prima volta al Teatro Regio di Torino. Nel cast, il soprano astigiano Erika Grimaldi che interpreta Armilla, la sorella del re. Il 14 aprile scorso Rai Cultura ha proposto l’opera in diretta dal teatro torinese su Rai 5 e, con tutta probabilità, questa sarà la versione Tv che verrà trasmessa per i prossimi anni, poiché è un’opera che è stata messa in scena poche volte ed è la sua prima in diretta Tv. Si tratta di un’opera fiabesca, tratta dall’omonima fiaba di Carlo Gozzi che il compositore scrisse intorno al 1930. A dirigere l’orchestra e il coro del Regio è Gianandrea Noseda, allestimento Arturo Cirillo.

Abbiamo chiesto proprio a Erika Grimaldi quale sia stata la reazione del pubblico del Regio a un’opera di questo genere.
«All’inizio c’era un po’ di timore, ritenevamo che proporre un’opera così diversa dai gusti di un pubblico considerato tradizionalista, che ha anche storto il naso nel vedere spettacoli di repertorio con regie moderne, fosse un rischio. Dopo la prima ho avuto conferma che l’opera è piaciuta.»

La diretta Rai ha in qualche modo aggiunto emozione?
«Sapere che ci fosse interesse per un’opera di questo genere mi ha fatto piacere. C’era molta attesa, era una sfida. L’emozione era molta perché la diretta ha dato modo di assistere anche a chi geograficamente non era in Teatro. Chi ha visto l’opera in Tv mi ha riferito che le riprese e l’audio erano ottimi.»

Lavorare con Noseda su “La donna Serpente”. Com’è stato?
«Si tratta di un’opera di grande difficoltà e rappresentata molto raramente, quando è arrivato Noseda ha messo insieme tutto. Lui è un affezionato di Casella.»

Quali le difficoltà maggiori nel cantare quest’opera?
«L’intonazione delle note. Si tratta di una musica che esce dalla normalità dell’Ottocento. A ciò si aggiunge la ritmica. I tempi con metronomi veloci, al limite dell’eseguibilità. C’è cambio di tempo in chiave quasi ogni tre battute, non c’è continuità ma un discorso frammentato.»

A ciò si aggiunga il movimento scenico che si deve compiere mentre si canta. Il personaggio di Armilla, in particolare, si deve muovere con la spada. Per quanto riguarda la scenografia, è mobile e astratta. Pulita. I giochi di luce e i bellissimi costumi dai colori sgargianti incantano, diventando padroni della scena. Nonostante le difficoltà e i timori iniziali, il soprano astigiano si dichiara soddisfatta dell’impatto dell’opera in un teatro di tradizione come il Regio. Appena finita, Erika volerà a San Francisco con la Carmen diretta da Calixto Bieito. Sarà possibile vedere l’opera fino a domenica 24 aprile (martedì e giovedì alle 20 e domenica alle 15).

Alessia Conti

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