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Enrico Bruschelli verso il Palio
«San Secondo? Opportunità imperdibile»

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Articolo pubblicato il 01/03/2016 alle ore 16:37.
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Enrico Bruschelli, detto Bellocchio
Dopo aver debuttato ad Asti nel 2014 ingaggiato dal Comune di Castell’Alfero, Enrico Bruschelli, detto Bellocchio, tornerà sulla pista di Piazza Alfieri il prossimo 18 settembre indossando il giubbetto del Rione San Secondo. Una scelta fortemente voluta dalla nuova dirigenza biancorossa, guidata dal Rettore Mauro Nebbiolo. Il fantino, figlio d’arte (il padre Luigi, detto Trecciolino, è una delle monte più famose ed affermate in assoluto nella storia dei Palii d’Italia), parla del suo approdo a San Secondo in termini entusiastici. «L’anno passato non avevo trovato ingaggio ad Asti e un po’ mi era dispiaciuto. La nuova dirigenza di San Secondo mi ha offerto la ghiotta opportunità di tornare e non potevo lasciarmela sfuggire. Correrò per un Rione ambizioso, uno dei più quotati nel panorama paliesco astigiano. Sarà per me una vetrina importante. So per certo che avrò l’appoggio totale della dirigenza che mi affiancherà in questa nuova avventura. Al Rettore Nebbiolo e a tutto il gruppo da lui guidato vanno i miei ringraziamenti.»

Sicurezza e tranquillità: due aspetti importanti...
«Certo. Poco alla volta, lavorando serenamente, avrò modo di stringere ancora di più i rapporti col Rettore, con i suoi collaboratori e i simpatizzanti del Rione. Ci conosceremo meglio e in maniera sempre più approfondita e questo mi permetterà di venire ad Asti tranquillo e di esprimermi al meglio.»
Enrico, che cosa pensi del Palio astigiano?
«E una corsa importante, tra le più impegnative d’Italia. La pista è difficile, molto tecnica. La manifestazione, soprattutto in alcuni Borghi, Rioni e Comuni, è molto sentiti. C’è però una discrepanza, una differenza con altre realtà locali, nelle quali il Palio non viene vissuto con la stessa intensità. Io ho colto questa sfumatura in occasione della mia precedente venuta ad Asti. Una partecipazione totale, più forte, renderebbe la manifestazione ancora più bella.»

Parliamo di purosangue: al riguardo qual è attualmente la situazione nella tua scuderia?
«Al momento dispongo di due purosangue: uno arrivato da appena una ventina di giorni ed un secondo che è poi il grigio col quale ho corso il Palio 2014 per Castell’Alfero. Questa è la base attuale sulla quale lavoreremo in ottica settembrina. Con la dirigenza nel corso dell’annata faremo delle valutazioni e decideremo come muoverci in merito al cavallo da portare al canapo.»
San Secondo, da sempre, ha obiettivi elevati riguardo all’esito della corsa...
«Sicuramente. Questo lo so bene. Ma gli obiettivi del mio Rione si sposano alla perfezione con le mie ambizioni.»
Pensi che Pusceddu possa fare il bis ad Asti?
«Valter è un ottimo fantino, dispone di purosangue molto competitivi e batterlo sarà dura per tutti. Sicuramente sarà tra i favoriti della corsa 2016.»

Oltre ad Asti, hai ingaggio anche in altri Palii nella stagione che stiamo per vivere?
«Si, a Ferrara e a Fucecchio. A Ferrara difenderò nuovamente i colori di Santo Spirito e lo farò scegliendo il più competitivo tra i mezzosangue che la Contrada mi metterà a disposizione. Nel mirino ne abbiamo un paio. A Fucecchio, dove c’è la “tratta”, il discorso cambia e non di poco. Diciamo che il mio intendimento sarebbe quello di continuare a gravitare nell’orbita di Cappiano, Contrada che mi ha montato l’anno passato. Ma l’estrazione potrebbe spaiare il mazzo, pertanto azzardare previsioni non è così semplice.»
Se ti dico Siena che cosa mi rispondi?
«Molto difficile arrivarci, ancor più complicato restarci. Mi sto impegnando al massimo per esserci, ho fatto un buon Palio nell’Oca e credo che le prospettive future siano positive. Preferisco però non aggiungere altro.»

Che cosa ti senti di promettere al Rione San Secondo?
«Impegno massimo per andare a caccia dell’obiettivo più ambìto. Devo ricambiare la loro fiducia.»
Sarai ad Asti per alcune delle riunioni di corse allo stadio?
«Sicuramente si. Conto di salire non so se una o due volte. Decideremo col Rione. Per intanto la mia prossima trasferta astigiana sarà in occasione della mia presentazione, prevista per il 2 aprile.»
Quanto ti è pesato, Enrico, essere figlio d’arte?
«Sono orgoglioso del cognome che porto. La strada per il sottoscritto è stata lunga e difficile, come quella di tanti altri giovani fantini che cercano di emergere. Anche perchè il babbo, giustamente, nei miei confronti non si è mai “riguardato”. Non ho mai avuto da parte sua nel mio percorso professionale alcun privilegio.»

Massimo Elia

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