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E’ arrivato il cuoricino nuovo per Stella

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Articolo pubblicato il 05/05/2017 alle ore 14:04.
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E’ arrivato il cuoricino nuovo per Stella

E’ arrivato un cuore nuovo per Stella. La notizia più attesa dai suoi genitori da 17 mesi a questa parte, è arrivata mercoledì pomeriggio. Come in un film, nella stanza del reparto di cardiochirurgia del Regina Margherita di Torino dove Stella vive ormai dal novembre del 2015 con la madre Natascia, è arrivata la comunicazione della disponibilità di un cuoricino compatibile. La piccola, 26 mesi e la vita appesa ad un macchinario che le consentiva di sopravvivere dopo che un virus le aveva “dimezzato” il cuore ad appena otto mesi, non aveva altre chances diverse dal trapianto per condurre una vita normale. A dare la notizia il medico che la sta seguendo da oltre 500 giorni, il dottor Carlo Pace Napoleone, responsabile della Cardiochirurgia, lo stesso che solo qualche settimana fa aveva lanciato un appello proprio sul nostro giornale per sensibilizzare il tema della donazione degli organi, anche quando  deve essere decisa in casi dolorosissimi come quelli della morte di un bambino.

Ricordando anche, come è accaduto per Stella, che una piccola vita che si spegne può consentire ad un’altra di sopravvivere e crescere.

«La notizia del cuore compatibile è arrivata alle 4 del pomeriggio – racconta ancora emozionato e frastornato il papà Simone – e due ore dopo è stata data l’ulteriore conferma dell’assegnazione a mia figlia. Sono subito cominciate le procedure di preparazione al delicato intervento, intorno alle 23 è stata portata in sala operatoria e alle 4 del mattino del 27 è stato eseguito il trapianto in un’operazione durata circa tre ore e mezza».

Il cuoricino nuovo nel petto di Stella però non voleva saperne di ripartire e i successivi tre giorni sono stati molto difficili per la sua famiglia e per lo staff di medici che la stava seguendo. Grazie però ai macchinari di ausilio e ad una terapia efficace, questa grande preoccupazione è stata superata: il cuore trapiantato ha ripreso il battito consentendo ai chirurghi di poter portare a termine tutte le fasi della delicata operazione. Oggi Stella, in coma farmacologico, è coadiuvata solo dal respiratore artificiale che i medici contano di staccare nel giro di un giorno o due. Quando si risveglierà, per la prima volta, da oltre 500 giorni, sarà libera da tubi e fili.

Comprensibilmente incontenibile la gioia dei suoi giovani genitori, messi duramente alla prova da questi lunghi mesi in cui la madre è sempre stava accanto alla piccola e il padre, un operaio astigiano, ogni giorno raggiungeva l’ospedale torinese per fare loro visita. Per la piccola Stella si erano mobilitati anche, proprio un anno fa, gli alpini astigiani con una consistente raccolta fondi in occasione dell’Adunata nazionale per aiutare la famiglia.

«A distanza di dieci giorni dal trapianto abbiamo ancora il permesso di vederla per pochi minuti al giorno – dice ancora molto emozionato il padre – ma già dalla prossima settimana i medici contano di farla risalire in reparto. Se tutto si svolgerà secondo le tabelle di recupero, fra un mese potrebbe già fare ritorno a casa». Così, dopo quasi un anno e mezzo di vita totalmente stravolta dalla malattia di Stella, i genitori si ritrovano a dover pensare al riordino del loro alloggio a misura di un bambino di 26 mesi e all’allestimento della cameretta della piccola che, quando è uscita di casa era poco più che neonata.

Un sogno diventato realtà.

Daniela Peira

Tags: 3 euro per il cuore di Stella,Stella,la storia,asti

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