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Due incendi sospetti negli stabilimenti Canei

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Articolo pubblicato il 04/03/2016 alle ore 16:00.
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Una parte del materiale incendiato portato all’esterno del capannone
Area sottoposta a sequestro giudiziario e indagini in corso dei Carabinieri. Le cause dei due incendi scoppiati lunedì scorso nei capannoni della Wine Trading a Canelli sono ancora tutte da chiarire. Il primo rogo ha avuto origine nel pomeriggio, ed è scaturito nel capannone di recente costruzione situato in via Luigi Bosca dove la centrale termica avrebbe preso fuoco. La chiamata ai Vigili del Fuoco è partita alle 15,30 e sul posto sono intervenuti gli uomini del comando di Asti e dei distaccamenti di Nizza e Canelli che al momento di domare le fiamme si sarebbero accorti che un secondo incendio era intanto scoppiato nel vecchio capannone di via Buenos Aires, dall’altra parte della ferrovia.

Qui, ad essere coinvolto, un magazzino con all’interno del materiale d’imballaggio depositato. Una dinamica senza dubbio anomala e sospetta, tanto da spingere i Carabinieri, in attesa del referto dei Vigili del Fuoco,  ad ulteriori accertamenti per verificare se le cause possano essere state dolose. I capannoni della Wine Trading sono ormai chiusi da un anno, da quando cioè l’azienda che produceva spumanti aromatizzati tra i quali il prodotto di punta, il “Canei”, è fallita. I primi segnali della crisi erano arrivati a marzo 2014 con la proclamazione dello sciopero di 48 ore dei 28 dipendenti, a causa del mancato versamento di una mensilità e dei rimborsi in busta paga dei buoni pasto. La Wine Trading Srl era controllata per il 51% dalla Cantina Sociale di Canelli, della quale era affittuaria degli impianti.

Quella stessa cantina sociale  che era stata messa in liquidazione volontaria dai soci nel giugno 2013 e poi inserita in una procedura di fallimento. Allo scopo di preservare l’occupazione, Roberto Marmo, ex Presidente della Cantina Sociale e ad di Wine Trading, propose di passare i dipendenti della Cantina alla Wine Trading e così avvenne nell’agosto 2013. Le sorti della Srl seguirono però quelle dell’enopolio: i dipendenti furono messi in cassa integrazione straordinaria per crisi nella primavera del 2014. Coloro che nel frattempo non sono riusciti a ricollocarsi altrove, sono a casa in mobilità, ammortizzatore che scadrà a fine 2017.

Il primo dei due incendi di lunedì era partito da quel nuovo capannone che nei piani dei vertici aziendali avrebbe dovuto ospitare le linee di imbottigliamento, che con il sopraggiungere della crisi di liquidità, rimasero ferme nel vecchio capannone. Al momento nel piazzale della Wine Trading di via Buenos Aires è ancora visibile, sul lato destro dello stabilimento, il materiale carbonizzato trasportato fuori stallo stabilimento dai vigili del fuoco e vicino ai cancelli, chiusi da oltre un anno e mezzo, permane un forte odore di plastica bruciata.

Lucia Pignari

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