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Dubbi, speranze e nostalgie tra le note dei Circolo Lehmann

La band astigiana presenta il primo album ("Dove Nascono Le Balene") per #AstiSuona, a “Ottolenghi Summer”, giovedì sera

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Articolo pubblicato il 29/06/2016 alle ore 15:00.
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I Circolo Lehmann. Da sinistra Umberto Serra, Lorenzo Serra, Ghego Zola, Pax Caterisano

Dopo un weekend in chiave astigiana con i concerti di Andrea Cerrato e Brian Ice, lo spazio estivo “Ottolenghi Summer” (cortile di Palazzo Ottolenghi, Asti) ospita giovedì (ore 21.30) i Circolo Lehmann per il format #AstiSuona.

Un progetto originale, nato come esperimento letterario-musicale ispirato dal cult-book “Herr Lehmann” (2001) del tedesco Sven Regener, leader della band Element Of Crime, che racconta l'epopea del quartiere berlinese Kreuzberg sul finire degli anni '80. Il gruppo annovera tra le proprie fila tre ex componenti dei Madam, la band che accompagnò il cantautore Marco Notari nei suoi primi tre dischi: Ghego Zola (voce, chitarre, ukulele, armonica, piano, tastiere, programmazioni e percussioni), Pax Caterisano (batteria, percussioni, programmazioni) e Lorenzo Serra (basso elettrico, chitarre, tastiere, programmazioni, sax tenore). A questo nucleo “storico” si aggiungono Umberto Serra (tastiere e tromba) e lo scrittore Marco Magnone.

Il live di Palazzo Ottolenghi è l’occasione per presentare l’esordio discografico autoprodotto del quartetto, “Dove Nascono Le Balene”, pubblicato lo scorso 10 maggio per Libellula/Audioglobe. Un album che raccoglie dodici tracce, «dodici episodi esistenziali fatti di dubbi, paure, nostalgie, disillusioni e speranze», per dirla con il frontman e autore della maggior parte dei brani del gruppo, Ghego Zola, e che mantiene dall’inizio alla fine un’atmosfera sospesa tra sogno e realtà grazie a coordinate sonore che partono dalla canzone folk d’autore per virare verso la psichedelia e il post rock, cui si aggiungono testi ora espressionisti, ora più ermetici o narrativi.

«Il titolo stesso del disco – aggiunge Zola - esprime in senso più largo tutto quello che abbiamo cercato di rappresentare musicalmente e liricamente: un senso di mistero che non sveli ma riesci solo a fotografare, a toccare per alcuni istanti». Quel che colpisce dell’album è la composizione, sempre ispirata. «Il disco nasce da una confusione di idee e quindi ogni brano ha seguito uno schema a sè pur avendo come base la struttura canzone, sulla quale hanno influito poi molto gli arrangiamenti di Lorenzo, Pax, Umberto e Andrea Bergesio (produttore artistico del discondr). Personalmente detesto le etichette e - conclude Zola - mi piace l’idea di avere la possibilità di scrivere la canzone che voglio quando voglio col vestito che ritengo più adatto a lei».

L’estate dei Circolo Lehmann, la cui promozione è seguita da Libellula Press, prevede cinque-sei concerti ma è già in programmazione un’ampia stagione live autunnale che li porterà a suonare in giro per l’Italia. Info www.facebook/CircoloLehmann

 

Luca Garrone

 

Tags: Ottolenghi Summer,Palazzo Ottolenghi,Circolo Lehmann

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