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Dopo la “cassa” alla Cor-Tubi
si punta su un nuovo prodotto

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Articolo pubblicato il 22/07/2015 alle ore 07:00.
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Lo stabilimento Cor-Tubi a Valfenera
Un'importante riduzione delle commesse renderà necessario il ricorso a un ulteriore periodo di cassa integrazione. Ma la messa in linea di un nuovo prodotto, a partire da gennaio 2016, potrebbe risollevare il fatturato dello stabilimento. Parliamo della Cor-Tubi di Valfenera, appartenente al Gruppo Cornaglia e specializzata nella produzione di marmitte, che attualmente impiega poco meno di 200 dipendenti tra operai e impiegati.

Questo il quadro emerso dal recente incontro tra la proprietà e le parti sindacali riunitesi per fare il punto della situazione prima della pausa estiva, che vedrà, nel mese di agosto, un rallentamento dell'attività produttiva. «Dopo le quattro settimane di ferie previste per il mese prossimo, ci saranno nuovi incontri è sapremo con maggiore chiarezza cosa accadrà da qui al 2016», commenta Salvatore Pafundi (Fim-Cisl). Dal mese di giugno, a causa di un calo delle commesse da parte dei maggiori clienti - Fiat, Volvo, Iveco e più in generale l'indotto auto del Torinese - è stato necessario ricorrere alla cassa integrazione, che proseguirà fino all'inizio di agosto. Per il tutto il 2014 e per i primi mesi del 2015 il lavoro è andato bene e non è stato attivato alcun ammortizzatore sociale, mentre nel 2013 - annota Pafundi - si era già fatto ricorso a un anno di cassa integrazione per gli operai e ai contratti di solidarietà per gli impiegati amministrativi».

«Purtroppo il settore dell'automotive vive di alti e bassi e non si è ancora stabilizzato», aggiunge Claudio Chierchiello (Fiom-Cgil). «In questo periodo, lo stabilimento di Valfenera sta registrando una perdita del volume di affari del 50%, questo significa che, se a livelli produttivi normali, raggiungeva gli 8 milioni di euro di fatturato al mese, attualmente si aggira introno ai 4 milioni di euro. Una situazione che ha reso necessario il ricorso alla cassa integrazione ordinaria che sarà riproposta per ulteriori 13 settimane in autunno, da settembre a novembre compresi. C'è però da dire –- sottolinea Chierchiello -– che, a fronte della temporanea contrazione del mercato, di cui paga le conseguenze l'intero Gruppo Cornaglia, con particolari difficoltà per lo stabilimento di Beinasco, la proprietà ha messo in atto una serie di investimenti, in nuove tecnologie e macchinari, e si dice fiduciosa per il 2016, che vedrà la messa in produzione di marmitte euro 6».

«L'auspicio –- conferma il dottor Maurizio Scotti, direttore del personale del Gruppo Cornaglia -– è che l'introduzione dei nuovi impianti di scarico possa, a partire dal 2016, innescare una risalita dei volumi di produzione. In autunno, ricorreremo ancora agli ammortizzatori sociali, in accordo con le parti sindacali».

Marzia Barosso

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