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Dopo il piccolo schermo,
due film per Elena Radonicich

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Articolo pubblicato il 24/03/2016 alle ore 09:30.
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L'attrice Elena Radonicich
Torinese di nascita ma astigiana di adozione, Elena Radonicich è stata tra le protagoniste della fiction italiana negli ultimi anni. Nel 2013 aveva partecipato ad "Adriano Olivetti - La forza di un sogno", dove interpretava la seconda moglie dell'imprenditore. Lo scorso marzo era una giornalista ai tempi di Tangentopoli, nella serie "1992" di Sky, mentre nei mesi scorsi è andata in onda "Luisa Spagnoli", storia dell'omonima stilista in cui Elena Radonicich interpreta il ruolo di un'amica d'infanzia della protagonista. Dopo il piccolo schermo, ora l'attrice torna al cinema: e lo farà con due pellicole, in uscita ad aprile.

Mercoledì 6 sul sito del quotidiano Repubblica sarà online l'anteprima di "Banat", opera prima di Adriano Valerio con Edoardo Gabbriellini e Piera Degli Esposti. Elena Radonicich è Clara, una ragazza incinta appena uscita da una relazione che sta per perdere il lavoro al porto di Bari. Qui incontra per caso Ivo, agronomo in procinto di partire per la Romania dove ha trovato un lavoro. I due si capiscono subito e passano insieme una solo notte prima che Ivo parta, ma questo basta per creare un legame e lasciar loro il desiderio di incontrarsi di nuovo. Quando Clara gli fa visita in Romania, i due si innamorano. Per Elena Radonicich si è trattata di una produzione particolare e irripetibile: durante le riprese era in attesa della sua primogenita Anna, il che, racconta l'attrice, non ha reso semplice le riprese in luoghi freddi, maliconici, ma anche ambienti importanti del film. Così come è stato fondamentale il suo essere una donna in attesa di dare alla luce una bambina, condizione organica alla narrazione. Selezionato alla Settimana Internazionale della Critica, lo scorso anno al Festival del Cinema di Venezia, il film è una coproduzione tra Italia, Romania, Bulgaria e Macendonia.

L'altro appuntamento è in calendario il 14 aprile, quando uscirà nelle sale "Senza lasciare traccia". La regia in questo caso è di Gianclaudio Cappai, al timone di un film drammatico sulla malattia di Bruno, piegato dal cancro. L'uomo ha l'occasione di tornare nel luogo dove tutto è cominciato: una fornace ormai spenta divenuta rifugio di un uomo e della figlia, personaggio interpretato da Elena Radonicich. «Un viaggio dentro la zona segreta che abita tutti noi, con cui si evita spesso di fare i conti, che si preferisce a volte non guardare pur sapendo che esiste», ha spiegato il regista di origine sarda.

e.p.r.

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