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Dondi: «Stilerò programma triennale»
Piacenza: «Mi piange il cuore»

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Articolo pubblicato il 08/09/2015 alle ore 15:00.
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Claudio Dondi
Chi scrive si occupa dell'Asti Calcio a livello giornalistico da quasi 40 anni. Era infatti l'11 aprile 1976 quando realizzò il suo primo servizio in occasione del derby di "D" Asti-Canelli, finito 1-1. E dopo aver assistito a 1407 partite ufficiali dei galletti ce la sta mettendo tutta per non lasciarsi trascinare in pieno dallo sconforto dopo la notizia arrivata giovedì sera. Dice l'allenatore Enrico Pasquali: «Situazione paradossale per una società che vanta ben 83 anni di storia calcistica, con trascorsi in serie C e con giocatori che hanno poi fatto strada come Antognoni, Sacchetti, Paci, Padovano, Castagna e Rinino. Dalla "D" ti trovi di colpo in Promozione (se andrà bene, ndr). Comunque, se dovessimo finire in questa categoria, il nostro obiettivo sarà sicuramente quello di disputare un ottimo campionato».

Ecco le impressioni di un'autentica "bandiera" dell'Asti tra il ‘69 e l'80, vale a dire l'ex difensore Maurizio Zanutto, che dovrebbe diventare il "vice" dello stesso Pasquali: «Per me è stata una grande delusione, soprattutto se penso alla festa che ha avuto luogo tre anni fa al Teatro Alfieri in occasione degli 80 anni della società. Si era parlato di progetti, che erano tanti, invece non se n'è realizzato nemmeno uno. Anzi, quest'anno abbiamo perso addirittura la serie D per ragioni burocratiche. Spero comunque che venga mantenuto almeno il settore giovanile, e da lì bisogna ripartire con uno spirito vincente».

«I tempi sono cambiati - dice invece Gianmaria Piacenza, presidente dell'Asti per ben 24 anni assieme ai dirigenti Remo Turello e Piero Chiesa - Del resto, la crisi che attanaglia l'economia si rispecchia anche nelle sponsorizzazioni. Noi eravamo abituati ad azzerare i conti alla fine di ogni stagione, e si ripartiva sempre senza debiti pregressi. Molto probabilmente le cose non sono andate in questo modo con la nuova gestione. Mi piange il cuore - continua Piacenza - vedere una società che, nata nel 1932, era stata sempre portata avanti con onore secondo le possibilità economiche dei vari presidenti di turno, i quali non facevano mai il passo più lungo della gamba. Mi auguro comunque che la squadra possa tornare presto in campo».

Questo il commento, a nostro parere inaccettabile dopo le note vicissitudini estive, del ragionier Claudio Dondi, attuale socio di maggioranza del club biancorosso: «Siamo stati esclusi dalla "D" in modo così tassativo, ed è una vergogna perché non abbiamo fatto nulla di male. Purtroppo le regole sono quelle, ma ci sono buone possibilità di ripartire dalla Promozione. E anche nell'ambito di questa categoria sono pronto a stilare un programma triennale per poter tornare in serie D». Chiudiamo con Lavinia Saracco, dirigente del Coni: «Spiace veramente che la squadra che porta il nome della città, e la rappresenta da 83 anni, sia stata esclusa dal torneo di competenza. D'altronde, le regole vanno rispettate. L'Asti Calcio è stato il simbolo dell'attività studentesca giovanile».

Gianni Truffa

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