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Donato Calvaccio: «Se arriverà una
chiamata mi farò trovare pronto»

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Articolo pubblicato il 12/01/2016 alle ore 16:30.
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Donato Calvaccio con il giubbetto di Santa Caterina
Nel Palio 2015 due fantini furono chiamati in extremis a rimpiazzare colleghi infortunati: Carlo Sanna e Donato Calvaccio. Sanna montò per San Martino San Rocco in seguito all'incidente occorso a Maurizio Farnetani nella prova generale, mentre Calvaccio prese il posto del febbricitante Simone Mereu indossando la casacca di Baldichieri. "Il Musico", questo il soprannome di Calvaccio, pareva precedentemente destinato a correre per San Damiano, ma la dirigenza rossoblu che lo aveva ingaggiato a meno di un mese dalla corsa preferì sostituirlo con Antonio Siri.

Rimasto uno dei pochi fantini astigiani ad avere qualche "chance" di montare in Piazza Alfieri, Calvaccio spera di trovare un posto nell'edizione 2016.
«Ho avuto contatti con due dirigenze - afferma il fantino - entrambe interessate a conoscere se ero libero o meno e quali purosangue avevo in scuderia. Il discorso poi non è proseguito e pertanto resto in attesa di nuove chiamate. Asti è la mia città e mi piacerebbe essere al canapo a settembre. La concorrenza è di gran livello e purtroppo, aspetto questo che sovente faccio rimarcare, per i fantini locali trovare un ingaggio è molto più complicato che per i "senesi".»

Riguardo al discorso cavalli, al momento quanti esemplari hai in scuderia?
«Ho quattro purosangue nella struttura di proprietà di Eugenio Franco, a San Damiano, due dei quali miei da vecchia data ed altri due arrivati di recente, una femmina grigia che va per i cinque anni ed un altro soggetto di tre anni preso da poco. Uno degli esemplari che possiedo da più tempo ha attraversato nel 2015 un momento molto difficile in seguito ad un infortunio. Ora per fortuna le cose sono andate a posto ed è perfettamente recuperato e pronto. Sono sicuro che disputerà una stagione alla grande.»

Riguardo al futuro quali sono i tuoi programmi? Contatti con dirigenze di altri Palii?
«Tutta la mia attenzione è al momento concentrata su Legnano. Anche quest'anno disputerò la "Provaccia" con il giubbetto di San Magno, una Contrada che mi è sempre stata vicina e che non finirò mai di ringraziare.»
San Magno per il Palio ha ingaggiato Jonatan Bartoletti, detto Scompiglio. Collaborerai con lui? Ha manifestato interesse per qualcuno dei tuoi purosangue?
«Questo è un discorso più ampio nel quale sarà decisiva l'opinione della Contrada. Qualora Jonatan mi dovesse chiedere di provare uno o più dei miei cavalli, la cosa mi riempirebbe di soddisfazione.»

Oltre alla "Provaccia" un'altra importante vetrina per te saranno le corse allo stadio....
«E' vero e sarà lì che cercherò di fare il possibile per mettermi in evidenza. Spesso ho ottenuto buoni piazzamenti sulla pista del "Censin Bosia" e se dovessi proseguire su questa falsariga potrei suscitare l'interesse di qualche Comitato. Coronerei così il mio sogno di disputare il Palio nella mia città.»
Quanti Palii hai corso ad Asti?
«Sette, con alterne fortune. Il miglior piazzamento è stato il quinto posto in finale ottenuto nel 2011 per il Rione Santa Caterina. Quell'anno riuscii anche a vincere la batteria.»

L'anno scorso hai vissuto a contatto con due Comitati: San Damiano prima, per diverso tempo, e Baldichieri poi che ti chiamò per andare sostituire Mereu proprio nell'imminenza della competizione. In quali rapporti sei rimasto con queste due dirigenze?
Nel complesso buoni. Ho cercato in entrambe le situazioni di fare del mio meglio e di dimostrare la mia professionalità. Poi, per motivi diversi, non tutto ha funzionato per il meglio.»
Della batteria che hai disputato lo scorso settembre per Baldichieri quali ricordi conservi?
«Non sono partito male, all'attacco del "Cavallone" ero in lotta per il terzo posto. Poi in vista della curva della mossa ho cercato di forzare i tempi e passare all'esterno, ma, forse anche per un urto subìto, mi sono sbilanciato e non sono più riuscito a ritrovare l'equilibrio e a raddrizzarmi. Subito dopo il canapo sono caduto e la mia avventura paliesca è finita lì.»

Chiudiamo con una curiosità. Alcuni avevano avvicinato il tuo nome a San Secondo: soltanto un'invenzione o il contatto c'era stato?
«Qualche parola, ma nulla più. Alcune figure all'interno del Comitato biancorosso avevano probabilmente fatto il mio nome, ma la situazione non si è sviluppata. Mancano ancora otto mesi al Palio e da oggi ad allora io continuerò a prepararmi con impegno e coscienziosità. Nel caso dovessi ricevere una chiamata voglio farmi trovare prontissimo.»

Massimo Elia

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