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Asti

Distretto paleontologico,
già 23 comuni coinvolti

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Articolo pubblicato il 16/03/2016 alle ore 07:00.
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Il geosito di Cortiglione attrezzato per la fruizione pubblica
Avanti tutta verso la creazione del Distretto Paleontologico "Le colline del mare". Sono già 22 i paesi del sud Astigiano che hanno aderito al progetto promosso dal Parco paleontologico astigiano. Comuni che, sul proprio territorio, vantano località fossilifere o geositi di grande valore, alcuni già visitabili. A credere nel progetto sono i Comuni di Agliano, Belveglio, Calamandrana, Calosso, Castello d'Annone, Cerro Tanaro, Cortiglione, Incisa Scapaccino, Isola, Masio nell'Alessandrino, Mombaruzzo, Mombercelli, Mongardino, Montaldo Scarampi, Montegrosso, Nizza, Refrancore, Rocca d'Arazzo, Rocchetta Tanaro, Vaglio Serra, Vigliano, Vinchio (riserva naturale Val Sarmassa). Già probabile l'adesione di Costigliole, mentre sono in attesa di conferma quelle di Fontanile, Maranzana, Quaranti e di Cassine (AL).

Asti, comune più grande del sodalizio, conta la presenza del Museo Paleontologico di importanza strategica per raccontare la storia geologica del Piemonte: ne fanno parte gli affioramenti di Valle Botto compresi nella riserva naturale e altri importanti ritrovamenti (la balena Tersilla di San Marzanotto, il delfino emerso dal letto del Tanaro). Per questi motivi Asti ha fatto un passo in più, deliberando in Giunta l'assenso al progetto, che delinea un nuovo e articolato modello di sviluppo locale. «L'adesione dei 23 centri - spiega Gianfranco Miroglio, presidente del Parco paleontologico astigiano - rappresenta un passo fondamentale perché consente di iniziare a definire i confini del distretto, in funzione dei territori pliocenici marini e continentali. Nelle prossime settimane approfondiremo il discorso con i Comuni del Nord Astigiano. Siamo certi di riuscire a raccogliere altre adesioni: da un primo contatto con i sindaci, abbiamo registrato un forte interesse motivato dal fatto che proprio in quelle zone sono presenti eccellenze altissime alle quali fanno da sempre riferimento i testi sacri della paleontologia (sabbie astesi, periodo Villafranchiano, ecc.). In una fase successiva punteremo a coinvolgere gli operatori privati, dai produttori agricoli alle strutture dedicate all'accoglienza».

Il Distretto tutelerà e valorizzerà i beni fossiliferi e renderà fruibili le zone dai turisti, promuovendo la conoscenza dei siti tramite manifestazioni e in collaborazione con la Regione, l'Università, il Museo regionale di scienze naturali e le Soprintendenze.

r.s.

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