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Dino Pes: «Ad Asti ho avuto la fortuna
di trovare un Rione eccezionale»

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Articolo pubblicato il 17/03/2015 alle ore 15:45.
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Un momento della seconda batteria del Palio 2014. Dino Pes precede Farnetani, Mulas, Zedde e Carìa
Dodici presenze all'attivo in piazza Alfieri, una professionalità indiscussa ed una tecnica di alto livello nella monta a pelo fanno di Dino Pes uno dei fantini più ambiti del panorama paliesco nazionale. Nato a Silanus (Nuoro) nel 1980, "Velluto", questo il soprannome di Pes, ha debuttato ad Asti nel 2000 indossando il giubbetto di San Martino San Rocco. L'anno successivo, ingaggiato da Castell'Alfero, si qualificò per la finale chiudendo al quarto posto. Per il Comune azzurro, bianco e oro corse anche nel 2002 e 2004, ma non riuscì a superare l'ostacolo della batteria. Negativa pure la sua partecipazione alla corsa del 2006, in difesa dei colori di Viatosto. Netto cambio di ritmo nel suo ruolino di marcia a partire dal 2007, con il conseguimento del quarto posto per il Comune di Moncalvo. Per gli aleramici "Velluto" corse poi ininterrottamente dal 2008 al 2011. Bilancio: un quinto e un settimo posto in finale oltre a due eliminazioni in batteria. Dino cambiò casacca nel 2012, ingaggiato dal Borgo San Lazzaro. Superò l'eliminatoria fornendo una prestazione convincente e chiuse sesto in finale senza però mai arrivare a lottare per le posizioni di testa. Dopo una parentesi forzata di un anno (2013, infortunato), Pes ha ben ripagato l'anno passato la fiducia accordatagli dal Rione del Santo. In groppa all'Inglese chiuse in terza posizione la batteria, ma nell'atto decisivo della manifestazione la sua avventura durò un rettilineo soltanto in seguito alla caduta in cui rimasero coinvolti anche Ballesteros (Montechiaro) e Chiavassa (Baldichieri).

Ed ora rieccolo, già protagonista nella riunione di Monteroni dove ha debuttato.
«Sono soddisfatto. Ho fatto due corse, una con i "mezzi" ed un altra con i purosangue centrando altrettanti successi. Meglio di così l'annata non poteva cominciare.»
Tra i "puri" hai montato Guglielmino, lo stesso esemplare col quale trionfasti nel 2013 a Legnano per San Domenico...
«Proprio lui. Cavallo di grande affidamento, dal rendimento costante. Anche a Monteroni non ha tradito le aspettative. Sono andato via davanti e soltanto Giovanni (Atzeni, n.d.r) ha provato a darmi fastidio. Ho però difeso con sicurezza la prima posizione.»

Racconta invece la gara dei "mezzi", dove hai montato una cavalla di tua proprietà, Ondina Prima, piuttosto apprezzata anche nell'ambito paliesco senese...
«Corsa più combattuta questa. Dopo il ritiro di Oppio abbiamo gareggiato in sei. Tante le partenze false, credo quattro. Ero dietro a Mannucci e Chessa, poi sono risalito con Murtas dalle retrovie e la vittoria ce la siamo giocata io e Sebastiano. Ondina è stata eccellente e sono riuscito ad impormi con un ultimo giro notevole.»
Parliamo della tua scuderia. Di recente ti sei trasferito...
«Si, adesso sto a Pian delle Fornaci. Siamo in tanti ad aver "preso casa" lì. Oltre al sottoscritto ci sono Murtas, De Pau, Barontini, Tonino Cossu e Pusceddu. Io al momento ho dieci cavalli, quattro purosangue e sei mezzosangue.»

Due dei "puri" sono arrivi recenti...
«Si, si tratta di cavalli presi in Inghilterra. Sono soggetti che sto preparando con cura e sui quali ho grande fiducia.»
Tra i mezzosangue hai anche Occolè, vincitore dell'ultima carriera senese. Andrea Mari in un'intervista rilasciataci affermò che metà della sua vittoria era merito tuo.
«Troppo buono. E' stato per me motivo di grande soddisfazione riuscire a presentare il mio cavallo a Siena al massimo della forma.»

I tuoi programmi palieschi a medio e lungo termine quali sono? Gli ingaggi non ti mancheranno...
«A Fucecchio, Legnano e Bientina sarò al canapo. Si tratta di Palii però con dinamiche diverse. A Fucecchio c'è la "tratta" e la situazione si evolverà nei giorni precedenti l'evento, mentre a Legnano è ufficiale il mio ingaggio nella Contrada San Domenico.»
Domanda cattiva: ritieni Siena un discorso chiuso oppure coltivi ancora la speranza di tornarci da fantino?
«Manco a Siena dall'agosto 2004... Certo che mi piacerebbe tornarci, però qui subentrano dinamiche dalle quali io, negli ultimi undici anni, sono rimasto escluso. E' l'unica risposta che ti posso dare.»

A Dino sembra quasi incrinarsi la voce parlando di Siena e allora dirottiamo il discorso su Asti.
«Ho avuto la fortuna di trovare in San Secondo un Rione eccezionale. Non mi hanno fatto mancare nulla, assecondando ogni mia richiesta. Persone in gamba, a partire dal Rettore Bertolino per proseguire con tutti quelli che lavorano al suo fianco. L'accoglienza che ho ricevuto dal Comitato biancorosso è stata formidabile.»
Il Palio 2014?
«E' andata così. La cattiva sorte ci ha messo lo zampino. Le possibilità di fare bene c'erano eccome. L'Inglese era in grande spolvero, però...»

Dovrai riprovarci, per forza. Il discorso altrimenti resterebbe a metà...
«L'obiettivo negli intendimenti, miei e della dirigenza di San Secondo, è alto. Bisognerà essere molto competitivi perchè la concorrenza sarà spietata. E siccome è sempre uno solo a festeggiare, speriamo che la buona sorte quest'anno guardi dalla nostra parte.»
I tuoi prossimi impegni? Sarai presente domenica alla riunione di Pian delle Fornaci?
«Si, ma stavolta con un cavallo solo, un purosangue. Quello che l'anno scorso avevamo quale alternativa a San Secondo. Non porterò nessun mezzosangue.»

Legnano si avvicina e Dino si prepara. Con lo scrupolo e la serietà che lo contraddistinguono. A San Secondo, in ottica settembrina, possono dormire sonni tranquilli.

Massimo Elia

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