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Dierre cerca nuovi spazi
in Svezia e Asia

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Articolo pubblicato il 18/07/2015 alle ore 07:00.
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Dierre Villanova
Volontà di espansione su nuovi mercati esteri, con i relativi investimenti in ricerca e sviluppo, al fine di proporre soluzioni "ad hoc" per i nuovi potenziali clienti, e il necessario ricorso agli ammortizzatori sociali più idonei, alla scadenza dei contratti di solidarietà, per far fronte alla crisi del mercato interno. Questo, a grandi linee, quanto è emerso dall'incontro tenutosi martedì alla Dierre, tra la proprietà e le rappresentanze sindacali. «L'azienda ci ha illustrato una prospettiva di vendita da qui al 2016 -– fa sapere Claudio Chierchiello Fiom-Cgil -– La Dierre è entrata sul mercato svedese, dove saranno presenti punti vendita e centri di logistica con i relativi agenti e addetti alla manutenzione, e sta guardando al mercato asiatico. In entrambi i casi si tratta ancora di una fase di start up. La produzione dovrebbe invece essere fatta in Italia. Il mercato svedese, in particolare, avrà bisogno anche di un nuovo prodotto, capace di garantire un maggiore isolamento termico, il che significa investimenti in ricerca e sviluppo».

Non mancano però le difficoltà, legate principalmente al mercato interno. «Le vendite della Dierre sul mercato nazionale sono scese del 15%, mentre è in ascesa il mercato estero -– prosegue Chierchiello -– A fronte di tale situazione e delle difficoltà evidenziate dall'azienda, abbiamo firmato un verbale di accordo nel quale la proprietà ha dichiarato che non procederà né a licenziamenti unilaterali né a licenziamenti individuali, ma ricorrerà all'ammortizzatore sociale più idoneo alla scadenza dei contratti di solidarietà del 31 ottobre. Al tempo stesso, attendiamo la pubblicazione del decreto definitivo del Jobs Act, prevista per fine mese».

Un decreto che aggiunge qualche preoccupazione alle parti sindacali che vi leggono una maggiore difficoltà di accesso agli ammortizzatori sociali e una minore convenienza in termini economici per il lavoratore in caso di contratti di solidarietà. «Da quanto abbiamo potuto capire, in attesa di leggere il testo integrale -– spiega Chierchiello - per quanto riguarda la possibilità di accedere agli ammortizzatori sociali, si passa da un quinquennio fisso a un quinquennio mobile. Se fino a oggi le aziende avevano la possibilità di accedere a 36 mesi di cassa integrazione o a 48 mesi di contratto di solidarietà in un arco temporale di cinque anni (agosto 2010-agosto 2015), con il quinquennio mobile, si scende a 24 mesi di cassa integrazione e 36 mesi nel caso di contratti di solidarietà, per i quali è previsto l'inserimento di massimali».

«Accanto all'espansione sui mercati esteri, svedese, asiatico e sud africano in primis, con i conseguenti investimenti in ricerca e sviluppo -– sottolinea l'azienda -– stiamo lavorando molto sul marketing, anche a livello nazionale, al fine di promuovere la qualità del made in Italy. Allo stesso tempo è nostra intenzione salvaguardare l'occupazione ricorrendo a tutte gli strumenti che lo Stato mette a disposizione».

Marzia Barosso

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