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Dierre, altri sei mesi
di contratti di solidarietà

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Articolo pubblicato il 30/10/2015 alle ore 07:00.
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Dierre Villanova
Si è conclusa martedì notte la lunga trattativa tra azienda e sindacati alla Dierre con la firma di un accordo che prevede altri sei mesi di contratti di solidarietà per i dipendenti Dierre SpA e Dierre ATRA SpA alla scadenza di quelli attualmente in uso al 31 ottobre. «L’azienda ha fatto marcia indietro sul ricorso alla cassa integrazione straordinaria e ci siamo accordati per un contratto di solidarietà, non di un anno, ma di sei mesi, come da noi richiesto», fa sapere Claudio Chierchiello, Fiom-Cgil. «L’azienda ha inoltre dichiarato che non procederà a licenziamenti unilaterali, mentre – prosegue Chierchiello - il passaggio dall’attuale 40% di riduzione massima dell’orario di lavoro contrattuale al 35% su base bimestrale, avrà come diretta conseguenza un minore impatto sul livello retributivo degli operai. Resta invece invariata la percentuale di riduzione dell’orario di lavoro (40%) per gli impiegati».

Dopo un primo incontro dai toni distesi a inizio mese, la situazione si era accesa sfociando in una settimana di sciopero dei lavoratori di Dierre Spa, preoccupati per l’annunciata ipotesi di attivazione di una cassa integrazione straordinaria unilaterale in mancanza di un accordo. Un nuovo incontro venerdì scorso in municipio è servito a smorzare i toni e a individuare alcuni punti fermi, tra cui la volontà dell’azienda di non ricorrere a nessun licenziamento. Punto saliente della discussione la scelta dell’ammortizzatore sociale più idoneo per affrontare le difficoltà di ripresa del mercato interno, specialmente quello legato al settore edile cui la Dierre, specializzata nella produzione di porte blindate e chiusure di sicurezza, fa riferimento.

Tra la volontà aziendale di proseguire con un ulteriore anno di contratti di solidarietà e la richiesta dei sindacati di optare per otto settimane di cassa integrazione ordinaria, con la possibilità di ricorrere a una rotazione globale o a chiusure collettive, per limitare il più possibile l’impatto sulle retribuzioni, oltre al riconoscimento dei ratei, si è ottenuto uno “sconto” di sei mesi di contratto di solidarietà e un abbassamento della riduzione percentuale massima sulle ore lavorate. «L’abbassamento della percentuale di riduzione massima dell’orario di lavoro non è un risultato così rilevante: i sei giorni di lavoro che si “guadagnano” vanno a coprire quelli persi con lo sciopero della scorsa settimana - Silvano Uppo, Uilm-Uil – il vero risultato è il mantenimento dell’occupazione sui due stabilimenti, raggiungibile forse anche senza arrivare allo scontro».

La scelta di ricorrere ai contratti di solidarietà, per consentire all’azienda di superare le difficoltà derivanti dalla pesante situazione del mondo del lavoro, è stata ritenuta la più idonea anche dalla Regione Piemonte, così come dichiarato all’assessore Pentenero in risposta a un’interrogazione in merito alla crisi Dierre da parte della consigliera astigiana Angela Motta.

Marzia Barosso

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