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Dializzati: cambiano le regole
per il loro trasporto in ospedale

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Articolo pubblicato il 30/09/2014 alle ore 07:00.
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Dializzati: cambiano le regoleper il loro trasporto in ospedale
Serpeggiano preoccupazione e ansia fra i circa 130 dializzati della provincia di Asti e i loro famigliari. Nei giorni scorsi, infatti, hanno ricevuto una convocazione dall’Ufficio Trasporti dell’Asl di Asti per un incontro che si terrà domenica in cui verrà presentato il nuovo regolamento sul trasporto dei dializzati dai loro domicili all’ospedale. La paura, espressa da alcuni lettori del giornale, è quella di taglia che lasciarebbero a piedi pazienti che già non possono muoversi liberamente e per potersi curare hanno bisogno del trasporto gratuito.

«Nessuno resterà a piedi» rassicurano sia dall’Asl che dall’Aned, l’associazione che tutela i dializzati e che in Carlo Gambetta il suo referente astigiano. «Si tratta semplicemente di una riorganizzazione del servizio di trasporto dei dializzati -spiega Gambetta- allo studio da circa un anno con Croce Rossa, Croce Verde e gli altri enti trasportatori. E’ stato modificato leggermente un regolamento che era molto vecchio e la riunione di domenica è stata decisa proprio per spiegare direttamente le variazioni sia ai malati che ai loro famigliari ed accompagnatori». Ottimizzazione è la parola d’ordine che ha guidato chi ha steso il nuovo regolamento. «In parte già oggi si cerca di non fare sprechi nei trasporti -sottolinea Gambetta- e di mettere insieme, nello stesso viaggio da e per la Dialisi, due malati che vivono nella stessa zona. Gli orari non cambieranno rispetto al servizio di ora ma migliorerà la logistica per avere un saldo finale con meno chilometri da rimborsare».

I trasporti dei dializzati in ospedale sono infatti a carico dell’Asl. Per chi si reca con mezzo proprio o accompagnato si parla di rimborso mentre per chi non è in grado di muoversi da solo si attiva il trasporto con ambulanze o altri mezzi idonei. Dei 130 pazienti in dialisi all’ospedale di Asti, una novantina usufruisce del trasporto organizzato, mentre gli altri si recano con mezzi propri. «Si sconta l’età avanzata della popolazione di dializzati astigiani -spiega Gambetta- che non sono più in grado di spostarsi autonomamente».

d.p.

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