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Degenerazione maculare: il killer degli occhi

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Articolo pubblicato il 14/01/2013 alle ore 07:00.
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Felice Cardillo Piccolino, docente di Oftalmologia
I problemi della degenerazione maculare, una patologia che riguarda l’occhio e che può portare alla cecità sono stati trattati al Rotary club di Asti dal prof. Felice Cardillo Piccolino, docente di Oftalmologia presso la Clinica Oculistica dell’Università di Torino e presidente della Fondazione per la Macula - Onlus, oltre che della Società Italiana Retina. Al termine di una breve presentazione del presidente Marco Cuffaro Russo, il prof. Cardillo Piccolino è intervento sulle più recenti acquisizioni sulla malattia maculare, senza trascurare interessanti divagazioni in altri campi.

«Nei dipinti di Degas – ha notato – i particolari si perdono con l’età e ciò non è dovuto ad un cambio di stile, ma alla degenerazione maculare. Infatti, Degas si lamentava di una macchia scura che lo obbligava a dipingere con difficoltà. La stessa Pietà Rondanini di Michelangelo non è un’opera incompiuta, ma la si deve al fatto che lo scultore non vedeva più bene ed alla fine scolpiva basandosi sul tatto. Monet, invece, aveva anch’egli problemi di vista, ma nel suo caso si trattava di cataratta, che anche allora si operava con successo, tanto che, dopo l’intervento, il pittore riprese a dipingere senza problemi».

Ma perché la malattia maculare è così pericolosa?  «La principale causa di perdita visiva dopo i 55 anni interessa la macula, una zona posta nei 5 millimetri centrali della retina, fondamentali per una corretta visione. Inoltre, la degenerazione maculare è la principale causa di cecità presente nel 10-20% della popolazione oltre i sessant’anni. I fattori di rischio sono l’età, l’essere donna, l’iride chiara, il fumo, l’ipertensione, l’obesità, una dieta ricca di grassi e povera di verdure. Sintomi della degenerazione maculare sono la distorsione delle immagini e l’annebbiamento visivo». Come si può intervenire per fermare il procedere della malattia?

«Negli Anni Ottanta – ha spiegato il prof. Cardillo Piccolino – si usava il laser, soprattutto sulla degenerazione maculare di tipo umido, ma il rischio era quello di causare danni retinici importanti. Dal 2005 ad oggi esistono i farmaci antiangiogenici, efficaci soprattutto nello stadio iniziale della malattia. Per la degenerazione maculare secca sono invece importanti gli antiossidanti, utili a ridurre il rischio. In ogni caso è sempre fondamentale una diagnosi precoce della malattia, che si può ottenere con una visita medica, non appena vi sia il minimo dubbio». La cura della malattia maculare è tuttora costosa perché il farmaco ritenuto più efficace è prodotto da una sola casa farmaceutica che impone prezzi assai elevati (sino a 2000 dollari per iniezione), che non tutte le strutture pubbliche possono sopportare.

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