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Asti

Dapporto e Solenghi, fine stagione all’Alfieri

In scena “Quei due (Il sottoscala)”, tetro spaccato di Charles Dyer sulla società inglese a lui contemporanea

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Articolo pubblicato il 20/04/2016 alle ore 10:30.
Massimo Dapporto e Tullio Solenghi
Massimo Dapporto e Tullio Solenghi

La stagione di prosa 2015–2016 del Teatro Alfieri di Asti si chiude ufficialmente questa sera, mercoledì (ore 21), con due dei più noti attori italiani: Massimo Dapporto e Tullio Solenghi. Per la prima volta insieme, su regia di Roberto Valerio, l’inedita coppia porta sul palco la commedia di Charles Dyer “Quei due (Il sottoscala)”, “Staircase” in inglese. Una storia di amore che dura tutta una vita, fatto di attenzioni, di cure reciproche, di affetto e, naturalmente, di continui litigi, ripicche, dispetti e plateali scenate.

Ne sono protagonisti Charlie e Harry, due uomini di mezza età, barbieri di professione. Charlie, scoperto in abiti femminili in un locale pubblico, aspetta con ansia crescente la convocazione in tribunale, proprio il giorno in cui sta per conoscere la figlia ventenne, frutto di un “errore di gioventù”. Harry tenta di distrarlo in tutti i modi rischiando di venire canzonato ferocemente per la sua calvizie, nascosta da molti strati di fasce in una sorta di grottesco turbante permanente. La trama si dipanerà poi in un susseguirsi di colpi di scena sempre in bilico tra la farsa e la tragedia. “Quei due” è una pièce sui generis in cui, senza compromettere l’amara comicità della commedia, Charles Dyer riesce a rappresentare un tetro spaccato della società inglese a lui contemporanea affrontando tematiche allora scabrose (fu pubblicata nel 1966 e rappresentata per la prima volta nello stesso anno con la regia di Peter Hall) e oggi ancora molto attuali. Ingressi 15 e 20 euro, info 0141/399057 oppure 399040.

Cala così il sipario su una stagione che, iniziata il 21 ottobre scorso con il grande successo dello spettacolo di Arturo Brachetti, ha portato al pubblico astigiano generi e interpreti di ogni tipo, da Lello Arena a Maurizio Lastrico, da Vittorio Sgarbi a Sergio Muniz, da Valter Malosti a Iaia Forte passando per gli Oblivion, Giulio Scarpati, Ugo Dighero e Stefano Bollani.

Luca Garrone

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