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Dalla guerra al teatro
a fianco dei canellesi

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Articolo pubblicato il 15/10/2015 alle ore 10:30.
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Un gruppo di rifugiati dello Sprar con il vescovo di Acqui
Il teatro come strumento per abbattere le barriere linguistiche e culturali. E' l'idea proposta dalla Cooperativa sociale Crescereinsieme Onlus di Acqui Terme che a Canelli si occupa dei richiedenti asilo inseriti nei progetti dello SPRAR (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati) di integrazione promossi dal Ministero dell'Interno. In che modo? Promuovendo un corso di teatro rivolto non solo ai ragazzi attualmente ospiti del centro di accoglienza allestito nella parrocchia di Santa Chiara ma aperto anche a tutti i canellesi che abbiano voglia di mettersi in gioco, pardon sul palcoscenico, e di conoscere questi giovani. «Come cooperativa stiamo garantendo il loro inserimento nella nostra società attraverso corsi di alfabetizzazione e di avviamento professionale. Ci siamo però resi conto che a questi ragazzi serve soprattutto entrare in contatto con i propri coetanei per meglio sentirsi parte di questa nuova realtà» spiega Paola Bottero referente canellese della Cooperativa Crescereinsieme.

Il laboratorio teatrale sarà curato da Elena Romano e Fabio Fassio del Teatro degli Acerbi di Asti. Il testo che fornirà lo spunto per il lavoro di interpretazione è "Uccelli" di Aristofane e il linguaggio scelto sarà uno studio sulle Maschere della Commedia dell'Arte. «Abbiamo scelto questo percorso per fare in modo che i ragazzi si sentano liberi di esprimersi, senza essere troppo vincolati alla lingua che alcuni di loro non parlano ancora con la sufficiente padronanza - continua Paola - Sarà uno spazio di sperimentazione di nuovi linguaggi e di nuovi rapporti, una palestra per la creatività e un modo interessante e stimolante per passare una serata la settimana in maniera diversa e con nuove persone da conoscere e scoprire».

Emblematico il testo scelto, "Uccelli", un'opera assolutamente attuale e immediata: due cittadini ateniesi costretti a fuggire dalla loro città cercano l'uomo trasformato in upupa, dopo averlo trovato lo convincono a costruire un regno degli uccelli a metà strada fra quello degli uomini e quello degli dei. Gli ingenui uccelli vengono convinti dai due abili oratori che, una volta ottenuto il potere, si riveleranno spietati dittatori. «È la parabola del mondo di ieri e di oggi e dei corsi e ricorsi storici, l'eterna ricerca di un luogo in cui stare e la tentazione di sottostare al fascino del dominio, una occasione per parlare di temi purtroppo attuali e vicini condividendo con chi sta fuggendo da guerre e violenza il linguaggio universale del processo creativo» spiegano dal Teatro degli Acerbi.

Il laboratorio si terrà in orario serale presso i locali del Centro San Paolo. Al momento i partecipanti sono una ventina ma le iscrizioni sono ancora aperte. Per chi fosse interessato al corso è possibile contattare il numero: 344/3869118. A giugno è previsto un saggio di fine anno del lavoro svolto in aula.

Lucia Pignari

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