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Dal sogno Lega Pro a un futuro incerto
Squadra affidata a Enrico Pasquali?

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Articolo pubblicato il 08/09/2015 alle ore 15:00.
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Enrico Pasquali, unico "sopravvissuto" dello staff tecnico
Un sogno da «Lega Pro», un futuro da «desaparecidos». Curioso e triste paradosso per i galletti dell'Asti, acquisiti da Pier Paolo Gherlone tre stagioni fa con l'obiettivo di creare un progetto vincente, agli ordini di mister Venturini, che potesse permettere ai biancorossi di raggiungere il professionismo. Se il campo, grazie al repentino cambio di guida tecnica, con Nicola Ascoli al timone, ha fortunatamente permesso a Lo Bosco e compagni, tra mille difficoltà, di mantenere tre volte consecutive la categoria, pur non sfiorando mai minimamente il tanto agognato e utopistico obiettivo di un campionato di vertice, a condannare agli abissi il club di via Ugo Foscolo ci ha pensato la società, attraverso una serie di mosse fallimentari.

Ora il sogno della Lega Pro è tanto lontano da essere un miraggio, questa compagine, oltre alla categoria, purtroppo, ha perso anche la faccia: bisogna tutelare soprattutto i ragazzi del settore giovanile, e dimostrare loro che, seppur nella malinconia dei campionati minori, può nascere un progetto, finalmente senza macchie. Probabilmente i galletti affronteranno la Promozione, sfidando i cugini del Canelli, del Colline Alfieri e della Santostefanese, vanno definiti però l'organigramma dirigenziale, lo staff tecnico e la rosa, in meno di una settimana. L'obiettivo è convincere Perrone, Vailatti e Vegliato a rimanere, dando poi spazio ai molti under di talento di cui il settore giovanile dispone.

A guidare la squadra sarà quasi certamente Enrico Pasquali, da anni bandiera biancorossa, nelle ultime stagioni fido vice di Nicola Ascoli: il tecnico calabrese e il bomber Lo Bosco, ora all'Argentina, hanno esordito domenica con un successo in serie D, macchiato con un gol dall'ex granata, una serie D che sul campo i calciatori dell'Asti hanno dimostrato di meritare ma che ora faticheranno non poco a ritrovare. Niente professionismo, niente D: sarà Promozione, o forse peggio, ma è giusto pretendere ora di voltare pagina e guardare al futuro con umiltà e, soprattutto, dignità. Nel segno della trasparenza.

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