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Dal jazz alle radici popolari
Le folk song di Elina Duni

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Articolo pubblicato il 16/03/2016 alle ore 14:00.
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Elina Duni
La rassegna "Sotto le stelle del jazz" torna nella chiesa sconsacrata di piazza San Martino, questa settimana, con due concerti, mercoledì e giovedì (ore 21.30). Ad aprire le danze è la cantante svizzera di origini albanesi Elina Duni. Una voce matura ed educata al jazz che nel proprio percorso artistico ha volto lo sguardo alle sue radici popolari e alle canzoni folk dei Balcani delle quali cerca di ricreare le atmosfere con una grande attenzione musicale e filologica. Quella di Elina è una storia di emigrazione, una storia come quella di tanti ragazzi e ragazze della sua generazione che nel 1991 lasciarono un'Albania in crisi alla ricerca di un avvenire migliore. Il suo viaggio, insieme alla famiglia, si fermò in Svizzera. Qui Elina comincia un itinerario musicale che dalla classica tocca il blues e approda al jazz e, su consiglio del pianista Colin Vallon, inizia a cantare in albanese nel loro duo nato nel 2004, quando entrambi sono studenti alla scuola d'arte di Berna. Da bambina, a Tirana, Elina non aveva avuto contatti con la musica popolare, appannaggio di una pesante retorica di stato e quindi rifiutata dagli spiriti liberi e ribelli degli ambienti intellettuali frequentati dalla sua famiglia. Ma lontana da quella cappa ideologica, mentre il duo con Vallon diventava prima trio e poi quartetto, la cantante ha riscoperto la bellezza e l'intensità del repertorio folk albanese nascosto sotto lo strato di autocelebrazione di regime. Ricorda la Duni: «Mi sono innamorata di quelle vecchie canzoni e scoprii che non solo potevo cantarle e sentirle mie, ma che proprio con quelle canzoni la mia voce emergeva nel modo più naturale possibile, come se fossero dentro di me e aspettassero solo di essere scoperte».

E se quello di stasera si incentra su sonorità che dal jazz virano verso la musica popolare, il concerto di domani, giovedì (ore 21.30), dal titolo "Colors in mainstream" è un vero e proprio omaggio ai grandi compositori che hanno fatto la storia del jazz. Sul palco il duo Tiziana Cappellino e Gigi di Gregorio, nato dall'incontro di due musicisti già noti singolarmente nei circuiti italiani e internazionali e che la critica specializzata ha definito come il risultato di "un notevole interplay e di una evidente sensibilità musicale".

Gli amanti dell'indie rock, invece, avranno di che gioire nel fine settimana. Venerdì torna infatti al Diavolo Rosso la rassegna "Indi(e)avolato" e lo fa con un appuntamento d'eccezione. Dopo l'apertura affidata al talento torinese Bea Zanin in compagnia di Diego Perrone, salirà sul palco Beatrice Antolini, cantante, pianista, sassofonista, bassista e percussionista per la prima volta in scena ad Asti. Info www.diavolorosso.it

Luca Garrone

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