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Dal censimento sull’amianto
226 astigiani esposti alle fibre

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Articolo pubblicato il 03/11/2014 alle ore 07:00.
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Dal censimento sull’amianto226 astigiani esposti alle fibre
Martedì 28 ottobre si è tenuta al campus universitario "Luigi Einaudi" di Torino l'assemblea regionale di Cgil-Cisl-Uil sull'importante tema dell'amianto, nell'ambito della Settimana per la sicurezza e la salute sul lavoro. Scopo dell'incontro, a cui hanno partecipato anche Alberto Valmaggia assessore regionale all'ambiente, Angelo Robotto direttore generale Arpa Piemonte, il segretario confederale Cisl Luigi Sbarra e la signora Romana Blasotti Pavese di Casale Monferrato che ha già perso cinque famigliari a causa dell'amianto, era presentare la nuova piattaforma regionale per la definizione di linee di intervento e prevenzione.

Progetto temporaneamente accantonato a causa della crisi e che deve necessariamente essere avviato a continuazione anche delle precedenti battaglie dei tre sindacati che avevano portato alla chiusura degli stabilimenti Eternit nel casalese nel 1986, all'ottenimento di prestazioni sindacali vantaggiose e pensionamento anticipato per i lavoratori sottoposti all'esposizione da amianto, alla messa al bando dell'amianto in Italia con la legge 257/1992. Tre le direttrici della piattaforma: tutela della salute, tutela ambientale, tutela assicurativa e previdenziale. All'anno 2010 il Centro Prevenzione Oncologico registrava 226 casi di ex esposti all'amianto nella provincia di Asti sui 15.000 circa riscontrati a livello piemontese, anche se in realtà, considerando pure i dati Inail, il numero regionale potrebbe salire a 30.000.

Il Piemonte conta 87.000 siti inquinati (dati: Arpa Piemonte) e il 25% delle bonifiche attuate in tutta Italia: «una percentuale preoccupante - afferma Aldo Celestino, dirigente Cisl regionale - pensando che respirare polvere di amianto può causare patologie quali asbestosi, tumore alla pleura e carcinoma polmonare, potenzialmente letali». 216 i casi di mesotelioma (tumore alla pleura) maligno in Piemonte nel 2012, ma il picco di manifestazione di malattie si prevede fra il 2015 e il 2022. Nel 2013 i controlli effettuati ad Asti dal Centro Ambientale Amianto erano 205 mentre al 30 giugno 2014 sono stati 947 e hanno riguardato impianti industriali attivi o dismessi, edifici pubblici e privati, presenza naturale della sostanza e derivata da attività antropica. Non si segnalano casi di scuole contaminate nell'astigiano. Ai ritmi attuali serviranno altri 60 anni per completare le procedure di bonifica, un tempo decisamente troppo lungo.

Cgil-Cisl-Uil chiedono quindi alla Regione di collaborare per stilare un elenco dei luoghi contaminati (aziende, case, edifici pubblici, fiumi, ecc.), intervenire con assoluta priorità su scuole e ospedali, ribadire l'obbligo per i medici di denunciare possibili patologie di origine professionale fornendo la lista dei patronati a cui i pazienti possono rivolgersi per azioni personali, dare attuazione alla sentenza Eternit, aumentare la spesa prevista per la prevenzione e la sicurezza nei luoghi di lavoro, attivarsi per ottenere l'esclusione degli esborsi per le bonifiche dal saldo finanziario rilevante ai fini della verifica del rispetto del Patto di Stabilità interno, organizzare corsi di formazione per gli addetti alle opere di bonifica, risolvere il grave problema di carenza di discariche apposite dove smaltire l'amianto.

«Si dovrà sviluppare un programma di sorveglianza sanitaria degli esposti all'amianto, con l'attivazione di un "Centro Regionale per la ricerca, sorveglianza e prevenzione dei rischi da amianto" – sottolineano i sindacati - e contemporaneamente chiedere alla Regione di legiferare affinché ci sia il conferimento gratuito in discarica, che l'amianto rimosso venga smaltito in Piemonte per responsabilizzare i cittadini, che venga istituito un Albo Bonificatori Regionale che valorizzi le imprese che hanno seguito percorsi formativi e di certificazione». Obiettivi che si intende portare anche all'attenzione di governo e Ministeri della Sanità e dell'Istruzione.

Alice Ferraris

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