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Da ballerino Alfonso a commissario Canotta

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Articolo pubblicato il 31/03/2017 alle ore 07:00.
Da ballerino Alfono a commissario Canotta 3
Da ballerino Alfono a commissario Canotta

Asti, si sa, è una città di scrittori, poeti e registi e da ieri anche di commissari. Infatti, dopo i trailer che giravano ormai da mesi, è uscita la prima puntata “Dal sud al Nord” del Commissario Canotta. Per la regia di Fabio Mascia con Alfonso Parla, Antonella Bovino, Marco Bertocci, Vincenzo Laguardia e Rosi Rindone.

Il commissario Canotta, cha ha già una sua pagina facebook con oltre trecento fans, nella serie è interpretato dal ballerino Alfonso Parla, noto per le sue esibizioni di ballo on the road, con tanto di radio Anni Ottanta. Non aspettatevi, quindi, il commissario Montalbano di Camilleri, il Canotta è più un misto di Coliandro e del Monnezza, con qualche punta irriverente di Pierino.

La scena inziale, con colonna sonora assolutamente adatta al personaggio (un fischiettato che sa di Pierino come di Buñuel) vede il nostro protagonista, su una Punto rossa, fiammante nei primi Anni Ottanta, cercare di presentarsi alla Questura di Asti dove è appena, stato trasferito. Tra una look da infiltrato che farebbe invidia ad Al Pacino in Serpico ma senza dimenticare un cornetto rosso al posto dell’arbre magique, “che con la jella non si sa mai”, il commissario Canotta fa il suo ingresso sulla scena astigiana accompagnato dall’appuntato Sara Martinelli. Ovviamente perdendosi dalle parti della Boana

La sceneggiatura del Commissario Canotta è stata scritta da Stefano Mascia e Carmela Rapicano. «L’idea è partita più di un anno fa - ci ha raccontato il regista - dopo aver fatto due short film con Alfonso Parla intitolati “Codice 91” e “La società che non vede” sempre realizzati e scritti dal sottoscritto. Visto che abbiamo avuto un buon successo con quasi diecimila visualizzazioni su Youtube ho proposto una serie intitolata “Il commissario Canotta”». La diffusione per ora sarà solo online ma la produzione, ovvero la “Lukvisionfilm”, spera di rendere visibile anche altrove questo prodotto indipendente magari sulle reti televisive importanti oppure passando dalle sale cinematografiche locali. «La scelta di girare la serie ad Asti - aggiunge ancora il regista - è dovuta alla riconoscenza per la città in cui sono cresciuto e alla volontà di valorizzarla facendo capire che Asti non è solo cose che non vanno. La scelta del ballerino Alfonso è, infine, nata dalla stretta amicizia che ci lega». 

Così, scorrono le immagini di una periferia astigiana livida con tanto di cadavere sul lungo Tanaro e inquadrature alla romanzo criminale. D’altronde i casi di cronaca di questi anni ci hanno ricordato che non siamo più un’isola felice e anche il Canotta dovrà infiltrarsi tra le fila di un’organizzazione criminale, dandosi da fare con appostamenti e improbabili inseguimenti. Benzina nel serbatoio permettendo. 

Il tutto, raccontato, pur tra qualche ingenuità nella recitazione, con un tono leggero e godibile. Rispettoso, avrebbero detto una volta. Un po’ come il protagonista della serie il ballerino Alfonso Parla. «Io sono così nella vita reale - chiude il Ballerino - il mio scopo è dare felicità alla gente. Quando riesco a tirar fuori un sorriso a chi mi vede ballare oppure a chi guarda le puntate del commissario sono contento. Poi lo scriva mi raccomando, che dedico la serie del Canotta a mia mamma che mi guarda da lassù». 

Intanto non mancano le prime prese di posizione della politica locale, con Mario Malandrone che condividendo la prima puntata scherzosamente scrive “per la sicurezza”.

Lodovico Pavese

Tags: cinema,asti,commissario Canotta,ballerino Alfonso

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