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Da Aosta a Palermo in bici per una vacanza avventura

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Articolo pubblicato il 04/09/2017 alle ore 17:44.

Da Aosta a Palermo in bici per una vacanza avventura 3
Luca Lungo Vaschetto da Aosta a Palermo in bici per una vacanza avventura

“AOTOPA” è una sigla di fantasia che indica un lungo viaggio attraverso la nostra straordinaria Italia, il viaggio con la “V” maiuscola di Luca Lungo Vaschetto, astigiano di 29 anni.

Il termine è da leggersi in inglese e deve essere interpretato in questo modo: AO per “Aosta”, TO per “a” e PA per “Palermo”. Luca ha attraversato praticamente in solitaria la penisola con la sua mountain bike percorrendo più di 1.600 km in 16 giorni con tappe lunghe in media 105 km. Partito il 5 agosto 2017 e arrivato il 20 in Sicilia ha avverato un altro suo sogno dopo la scalata del Cervino dell’anno scorso.

Un viaggio non per tutti

Un viaggio sicuramente non per tutti perché è stato una traversata non semplice dal punto di vista del percorso, visti i notevoli km e dislivelli giornalieri e il peso dei bagagli da trasportare (uno zaino in spalla di 5 kg e una bici con bagaglio di totali 17,5 kg).

Un viaggio dove serve essere attrezzati adeguatamente e molto allenati (Luca per arrivare preparato ha macinato diversi km durante l’anno), ma soprattutto ci vuole passione e determinazione per quello che si fa.

Una passione per la bici

Già da piccolino era contento di pedalare con il papà lungo le sponde del fiume Tanaro e sulle stradine del Monferrato, uno sport che si è successivamente tramutato in vera passione. 5 anni fa per il CAI di Asti ha avviato l’attività di cicloescursionismo.

Il viaggio dei sogni

AOTOPA è stata la sua prima vera avventura in bici, un viaggio fatto di fatica, sudore, dolore, imprecazioni, ma soprattutto di intense emozioni, il viaggio dei sogni!

Un viaggio dei grandi numeri, prima ed ultima tappa rispettivamente di 138 km e 154 km, dislivello positivo superiore ai 20.000 metri, 4 mesi di preparazione per pianificare le tappe, tracciare il percorso, prenotare campeggi ed hotel, ed anche i litri d’acqua bevuti non sono stati pochi vista la temperatura e il tasso di umidità elevato di questa anomala estate.

Ogni giorno una località

Un viaggio la cui meta è stato il viaggio stesso, ogni giorno c’era una località da raggiungere obbligatoriamente per non “perdere il giro”, Luca con la sua forza d’animo è arrivato al capolinea entro il termine prefissato per non perdere l’appuntamento con il traghetto di rientro a Genova.

Le strade dell’antica Roma

La Strada romana delle Gallie (da Aosta ad Ivrea), la via Aurelia di Levante, la ciclabile della Versilia, un tratto del giro della Val d’Elsa, un pezzo della via Francigena / Eurovelo 5 da Lucca al lago di Bolsena, l'antica via Appia, il Golfo di Gaeta sulla ciclopista del sole BI / Eurovelo 7, il Parco Nazionale del Cilento, la Costa Viola in Calabria ed infine la costa nord della Sicilia: è la sintesi del percorso compiuto dal giovane dove il tempo di viaggio giornaliero è stato di circa 10 ore comprese pause per relax, foto e pranzi.

Le tappe

Queste le località delle tappe: Aosta, Trino Vercellese, P.so della Bocchetta, La Spezia, Fucecchio, Siena, Bolsena, Castel Gandolfo, San Felice Circeo, Caserta, Paestum, Marina di Camerota, Cetraro Marina, Tropea, Milazzo, Capo d'Orlando, Palermo. Si sono attraversate gallerie, ponti, fiumi, passi di montagna, strade asfaltate a moderato flusso e percorsi antichi, città e borghi, non è mancato il treno per una tappa di riposo. Immancabili le domande “dove vai”, “da dove vieni”, “che cosa significa AOTOPA”, “da solo” poste dai turisti, incuriositi dall’attrezzatura e stupiti della tenace volontà di un ragazzo ad affrontare un percorso simile.

Luca ha anche percorso tratti di strada assieme ad altri intraprendenti giovani italiani e stranieri con i quali ha scambiato due chiacchere sulle bellezze del nostro paese, sulle prelibatezze della cucina italiana e sulla passione dell’andare in bicicletta. Piacevoli gli incontri con il ciclista toscano alle porte del borgo di San Giminiano, che si ferma spontaneamente per aiutare Luca nella sostituzione di una camera d’aria e con le due cicliste una emiliana e l’altra londinese, presso il Lago di Bolsena, che percorrevano il tragitto Roma-Londra.

Uno sforzo per il fisico

Il pedalare non è insito nella natura umana, l’uomo è nato per camminare, questo viaggio ha richiesto uno sforzo non banale per il fisico che in generale ha retto molto bene; non sono mancati certamente momenti difficili dove la meta “non arrivava mai”, anche se le gambe erano leggermente indolenzite a fine tappa, ad ogni alba Luca era di nuovo in piena forma per affrontare ed esplorare nuove strade e paesaggi. Il pedalare come l’escursionismo predilige un senso di libertà e un turismo lento, con la bici si fa tanta strada e si può vedere tutto e bene, si vive intensamente a contatto con la natura e le persone.

Con AOTOPA si sono viste diverse Italie, tanti dialetti, tanti colori, ricchezza e povertà, un paese dove c’è ancora tanto da fare e sistemare.

Tags: Luca Lungo Vaschetto

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