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CrAsti: i dati confermano
la solidità della banca

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Articolo pubblicato il 15/12/2015 alle ore 10:40.
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La sede centrale della CrAsti
A fronte dei timori che sono sorti negli ultimi giorni, la domanda che è corsa sulla bocca di tutti gli astigiani è: "la nostra banca cittadina, gode buona salute? I nostri soldi sono a rischio o possiamo stare tranquilli?" A rispondere non sono solo i vertici della Cassa di Risparmio di Asti, che comunque hanno messo subito tutte le agenzie del territorio a disposizione dei clienti che volessero avere chiarimenti su qualsiasi genere di problematiche. A parlare sono anche i dati comunicati alla BCE, attraverso la Banca d'Italia, sulla solidità patrimoniale degli istituti di credito. "Cassa di Risparmio astigiana ha ricevuto il provvedimento della Banca d'Italia con il quale, al termine del Supervisory Review and Evalutation Process (SREP), sono stati determinati i requisiti patrimoniali che il Gruppo C.R.Asti dovrà rispettare a decorrere dal 1° gennaio 2016 e che sono i seguenti: coefficiente di capitale primario CET1 pari al 7%; coefficiente di capitale TIER1 pari all'8,5%; coefficiente di capitale totale pari al 10,5%. Si tratta del minimo previsto dalla normativa europea.

I coefficienti patrimoniali del Gruppo Cassa di Risparmio di Asti a livello consolidato, al 30 settembre 2015 superano ampiamente i minimi richiesti, attestandosi come segue: CET1 13,29% , TIER1 13,29%, capitale totale 16,39%. Inoltre il Gruppo Cassa di Risparmio di Asti è al 3° posto nella classifica italiana delle banche medie stilata da Banca Finanza, che prende in esame la redditività, la solidità e la produttività. Gli indicatori di patrimonializzazione, individuali e consolidati, risultano ampiamente superiori ai requisiti minimi richiesti e alle medie dei dati aggregati di sistema dei principali paesi europei. Per quanto concerne i requisiti di copertura della liquidità il coefficiente richiesto è del 60%, mentre la Cassa di Risparmio di Asti è attestata al 227%. Il tasso di copertura dei crediti deteriorati è l'indice della capacità della banca di coprire prudenzialmente e preventivamente la quota parte dei crediti deteriorati che ritiene non sia possibile incassare. Il coefficiente medio del sistema bancario italiano è di 44,7% mentre la nostra banca si attesta sul 50,3% e la Biver Banca sul 49% .

«Questi dati testimoniano concretamente e non solo con le parole, la solidità della nostra banca -– ha affermato Carlo Demartini, amministratore delegato della Banca di Asti -– Tutti devono sapere che qualsiasi investimento è un rischio, bisogna vedere con chi lo si fa. Se la banca è solida e ha una buona redditività allora il rischio è quasi inesistente. Da noi le obbligazioni subordinate rappresentano una buona possibilità di reddito, con poco rischio. Non abbiamo paura a confrontarci con i migliori competitori del paese. L'invito ai cittadini è quello di non farsi cogliere dall'emotività e di non fare di tutte le erbe un fascio».

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