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«Così liberiamo il potenziale delle nuove generazioni»

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Articolo pubblicato il 29/05/2013 alle ore 16:00.
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L'assessore Marta Parodi
Avete in programma di creare punti di aggregazione per i giovani?

Dipende da cosa si intende per aggregazione. Se si pensa a contesti dove i giovani possano creare, discutere, studiare, e magari anche lavorare (co - working) si, è nelle intenzioni dell’amministrazione trovare un contesto (o più contesti) che possa offrire ai giovani occasioni di aggregazione, ma non fine a se stessa. A mio giudizio i luoghi da offrire alla comunità, e in questo caso alla comunità dei più giovani, devono avere anche un fine costruttivo, un’opportunità in più per fare e offrire un servizio. Emergenza assoluta é quella occupazionale. Spazi per il co - working sarebbero un modo moderno e low cost per offrire un’infrastruttura materiale e immateriale (progetti e idee che si incontrano e crescono insieme) per chi approccia il mondo del lavoro. E poi spazio alle idee dei giovani, alla loro creatività, alla loro voglia di cambiare il mondo. Una prima idea dove concentrare tutto ciò potrebbe essere la ex biblioteca. Ma sarebbe un primo spazio. Immagino una rete di luoghi da offrire ai giovani in più siti della città, in centro come in periferia. Questa rete mi piacerebbe costruirla con loro, il forum delle politiche giovanili avrà questo obiettivo.

Ad Asti ci sono molte iniziative ma nessuna incentrata sul mondo giovanile. Perché, ad esempio, non organizzare notti bianche, concerti di band giovanili o momenti in cui si possa esprimere la cultura underground (fumetto, graffiti, scultura, videomaking)?

L’ 8 giugno avrà luogo a Tanaro la Notte bianca dello sport e da tempo ogni anno Asti ospita una scuola di fumetto molto quotata. In realtà le occasioni, anche per i giovani ci sono, abbiamo bisogno di far circolare le informazioni con gli strumenti e i mezzi di comunicazione dei giovani. Per questo stiamo allestendo, con l’aiuto dei giovani, il sito delle Politiche Giovanili e dell’informagiovani. Comunque si, la mia idea sarebbe quella di favorire e incentivare occasioni per i giovani e anche gli eventi studiati per loro e con loro devono essere incentivati. Un festival della cultura underground non sarebbe male, un’idea interessante, tra le tante alle quali sarebbe bello dare vita.

Esistono differenti tessere studentesche che danno la possibilità di accedere a sconti e riduzioni, ma usufruirne non sempre è facile. Non si potrebbe fare qualcosa per migliorare l’informazione su questi servizi?

Si, le strade sono due: 1) Far si che l’informagiovani divenga sempre di più il centro organizzativo e di diffusione delle informazioni per i giovani, anche grazie ad un sito che dovrà contenere puntualmente tutte queste informazioni; 2) lavorare con consulta degli studenti e il sindacato degli studenti per ottimizzare queste opportunità e renderle più fruibili anche rispetto ad un numero crescente di servizi.

Ad Asti mancano gli spazi sportivi, soprattutto quelli a disposizione delle scuole. Come vi state muovendo a questo riguardo?

Ogni palestra del Comune è per buona parte utilizzata dalle scuole, che occupano un monte ore cospicuo e direi prevalente nell’utilizzo dei nostri impianti sportivi. Comunque è vero, la situazione dei nostri impianti sportivi non è ottimale e rispetto alla domanda esistente in città gli spazi a disposizione non sempre sono sufficienti. Sarà pertanto necessario ottimizzare l’esistente (palestre, ma anche piattaforme polifunzionali) oltre che cercare di individuarne di nuovi, pur sapendo che le scommesse non potranno essere “faraoniche” date le ristrettezze delle risorse. Un primo passo importante per lo sport giovanile è comunque stato già fatto. Nonostante il momento non facile per le finanze pubbliche, sono state dimezzate, da parte dell’amministrazione comunale, le tariffe delle palestre comunali a favore degli under 18. Il che consentirà alle molte associazioni sportive che animano il mondo sportivo giovanile della città di avere dimezzati i costi di utilizzo dei nostri impianti. Non può che ripercuotersi positivamente su tutto l’ambiente sportivo. Non dimentichiamo poi le tante manifestazioni che hanno avuto luogo negli ultimi mesi e che hanno avuto lo sport e i giovani come protagonisti. “Sport in piazza” e “Sport nel parco” sono stati eventi a portata di cittadino, che hanno dato e daranno la possibilità a tanti bimbi e giovani di conoscere e provare le tante opportunità sportive, che nonostante tutto permangono nella nostra città, che ha comunque un’offerta sportiva assolutamente di qualità, estremamente variegata e alla portata di tutti.

Alla luce di iniziative studentesche come manifestazioni e occupazioni, i ragazzi hanno lanciato un messaggio di disagio. Secondo lei verranno ascoltati?

Si tratta di rendere una consuetudine il reciproco ascolto. Il forum delle politiche giovanili dovrà servire anche a questo, far emergere necessità, dibattito, disagi, collaborazioni, idee. Al forum è bene che prendano parte attiva anche le organizzazioni studentesche, ma non solo. Dovrà essere aperto a tutti quei mondi, i più diversi, che in qualche modo vogliono dare un contributo alla costruzione di un progetto giovani per la città.

Ad Asti sono presenti consultori e sportelli d’ascolto. Cosa emerge da questa attività di ascolto? Più in generale, secondo lei come se la passano i giovani di Asti?

I segnali presenti nella nostra città sono quelli presenti in tanti contesti del nostro paese. Sono segnali di voglia di cambiamento (non sarebbero giovani), spesso di grande iniziativa, di voglia di aggregazione e di opportunità agognate in una città che non sempre ha tra le sue priorità i giovani. Ma diventa indispensabile mettere al centro delle politiche i giovani, perché sono il futuro e dare delle occasioni in più a loro significa dare una possibilità di futuro a tutti noi. È una generazione non sufficientemente ascoltata, ma purtroppo in Italia è sempre stato un po’ così, erroneamente. Le politiche giovanili sono sempre state un capitolo residuale nei bilanci pubblici, commettendo però un grave errore. Le cifre della disoccupazione giovanile nel nostro paese sono allarmanti, questo dato deve assolutamente spronarci a metterli al centro dell’attenzione. Dobbiamo impegnarci a dare loro occasioni, per liberare tutto il potenziale creativo e innovativo intrinseco nelle potenzialità di un giovane. Obbligatorio anche ascoltare il disagio di questa generazione, mettendo in campo strumenti nuovi di ascolto che abbiano il linguaggio dei giovani, ma che siano anche portatori di crescita e formazione. Bullismo, razzismo, utilizzo non sempre consapevole e appropriato di internet e dei social network sono fenomeni presenti anche nella nostra città, anche se per fortuna in modo meno esasperato rispetto ad altri contesti. Non dobbiamo abbassare la guardia, sia nel tentare di comprendere il perché nascano determinati fenomeni, sia nel mettere in campo le azioni giuste per arginarli, insieme alle istituzioni scolastiche. Poche righe non potranno mai comunque essere rappresentative di un mondo così complesso, che non può essere banalizzato in poche frasi e che certamente va ascoltato di più.

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