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Corsi di recupero, specie in via di estinzione

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Articolo pubblicato il 29/01/2013 alle ore 19:11.
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Panico da corsi di recupero? Anche le scuole sono in affanno (foto Federica Eterno)
Geni incompresi, diversamente studiosi e intelligenti che non si applicano: per voi non ci sono buone notizie. Vi ricordate i famosi corsi di recupero, per chi alla fine del primo quadrimestre, e/o alla fine del secondo, si è trovato un bel regalo sulla pagella? Sono in via d’estinzione.
Andate al Quintino Sella? Recupero in itinere. Andate al Liceo Artistico? Recupero in itinere. Andate al Castigliano? Recupero in itinere. Andate al Liceo Classico? Recupero in itinere. Andate al Liceo Scientifico? Avete diritto ai corsi, ma solo se avete 4 (o meno di 4). Andate all’Istituto Penna? Rullo di tamburi. Ci sono ancora, se gli insegnanti lo riterranno opportuno, a seconda delle materie e delle difficoltà più diffuse tra i ragazzi. Andate al Monti? Dovrebbero esserci i corsi, non si sa ancora se al mattino o al pomeriggio, non appena arriveranno i fondi dal Ministero. Aspettiamo fiduciosi.

Ma che cosa significherà mai “recupero in itinere”? Ci sono diverse interpretazioni. Al Liceo Artistico, il preside Ugo Rapetti dichiara: “Per una settimana non si andrà avanti col programma. Il professore si ferma e fa ripasso. Alla fine, ci sarà un test. In tal modo, chi ha il credito formativo può superarlo, mentre i compagni possono rafforzare le loro conoscenze. A settembre, invece, apriremo degli sportelli per aiutare individualmente i ragazzi.”. Lo stesso dovrebbe accadere al Castigliano. Per quanto riguarda il Liceo Classico e il Sella, la vicepreside di quest’ultimo, prof.ssa Conti, afferma: “Non siamo ancora sicuri delle possibilità della scuola di attivare i corsi di recupero. E’ sempre più difficile per noi garantire i servizi che fino a poco tempo fa erano dati per scontati. Retribuire i professori per delle ore extra sta cominciando a diventare un lusso. Probabilmente si farà ripasso durante l’orario scolastico.”. La preside, Tina Rosita Casamento, precisa: “I fondi del nostro Istituto sono stati ridotti, rispetto all’anno scorso, del 34%. E’ un colpo duro che ci costringe a fare delle scelte”. Peccato che sia un po’ tardi per essere indecisi, visto che il primo quadrimestre è già finito. Ci sono divergenze tra i professori: test di riparazione per il debito infraquadrimestrale, sì o no? Per ora, sembra che ognuno farà come crede.

E’ bene aggiungere che per quanto riguarda il Castigliano ci sono delle iniziative originali, e la prof.ssa Roberta Borgnino ne parla così: “Gli anni scorsi, abbiamo organizzato un corso per le materie scientifiche e un corso per italiano. Spesso i professori erano pagati poco. E’ probabile che quest’anno le ore saranno ulteriormente ridotte. Per rimediare a questa carenza, continueremo a proporre ai ragazzi più bravi e volenterosi di aiutare i compagni. Tuttavia, non possiamo sempre affidarci al buon cuore degli altri. Da noi, troppo spesso tutto va bene finché c’è il volontariato”. La professoressa riprende: “A questo punto però, con il recupero in itinere, diventa difficile la posizione dei bravi studenti. A chi non ha bisogno del recupero, proporremo attività extracurricolari, come cineforum e dibattiti. Così i ragazzi restano nel contesto scolastico, ma possono sperimentare delle lezioni diverse dal solito”.

Si sono sollevate polemiche al Liceo Scientifico invece, dove diversi professori credono che i corsi di recupero, piuttosto, erano più utili ai ragazzi che avevano insufficienze non gravi. Addirittura, alcuni ragazzi sostengono di aver chiesto il 4 in pagella, piuttosto che il 5, per poter accedere ai corsi di recupero. Ma questi corsi, servono davvero? Ecco le risposte di alcuni studenti. Pierluca, categorico: “Non servono a niente. Di certo non si può recuperare il programma di un anno in qualche ora.”. Martina precisa: “Secondo me dipende molto dal professore che tiene le lezioni. Avendo poche ore a disposizione, deve avere la capacità di capire subito quali sono le debolezze e le lacune dei ragazzi, cercando di rispiegare in maniera chiara, ma coincisa. Avendo davanti 10 ragazzi, anziché i 25 delle lezioni canoniche, è possibile affrontare individualmente i problemi esistenti”. Diego fa notare: “Per chi non può permettersi delle lezioni private, i corsi di recupero sono fondamentali. Tuttavia, molto spesso le poche ore assicurate dalla scuola non sono sufficienti, e per chi ha delle difficoltà più profonde non bastano”.

La già citata prof.ssa Borgnino spiega: “Nel nostro istituto non è ammissibile pensare di non poter dare sostegno ai ragazzi. Non possiamo rischiare che si scoraggino e che gettino la spugna. Se questo accade, è facile che lascino la scuola. E se ne tiriamo le estreme conseguenze, rischiano disoccupazione, e nei casi più difficili, delinquenza. Non tutti hanno la possibilità di andare bene a scuola, reggendosi sulle proprie gambe. Per tante ragioni: dal retroterra culturale al percorso scolastico, e non dimentichiamo che non sempre le famiglie sono presenti o capaci a supportare ed educare in modo corretto il ragazzo. Aiutare gli studenti è compito e dovere della scuola.”

Ornella Darova

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