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Corsi di inglese per ristoratori grazie al Cpia

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Articolo pubblicato il 10/03/2016 alle ore 07:00.
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Da sinistra Giusi Pavone, Daniela Arcudi, Palmina Stanga, Piera Medico
Un corso di inglese per ristoratori astigiani e uno di italiano per lavoratori stranieri, tra cui alcuni Norvegesi impegnati in bed and breakfast in collina. Sono solo alcune delle novità che caratterizzano l’anno scolastico in corso al Cpia, il Centro provinciale di istruzione per adulti, l’unica istituzione statale in provincia di Asti che si rivolge alle persone dai 16 anni in su che non hanno completato il percorso di istruzione o vogliono migliorare le proprie competenze. Il punto della situazione, ad un anno circa dal trasferimento nella nuova sede di piazza Leonardo da Vinci, è stato fatto lunedì dalla dirigente Palmina Stanga affiancata dallo staff di direzione, composto da Giusi Pavone, Piera Medico, Mario Malandrone e Daniela Arcudi.

«Il Cpia - ha esordito la dirigente - è un centro che, come recita la normativa, serve a far conseguire più elevati livelli di istruzione agli adulti, anche immigrati. Nel nostro caso i frequentanti sono circa 1.100, in grande maggioranza stranieri, divisi tra le varie sedi presenti in provincia. Oltre ad Asti siamo infatti presenti in diversi paesi del Nord e del Sud della provincia, oltre che in carcere, dove proponiamo corsi di diverso tipo. La nostra caratteristica principale è che lavoriamo per moduli, gruppi di livello, e che stipuliamo con l’iscritto un patto formativo individuale, dato che ci “innestiamo” nelle sue conoscenze pregresse». I corsi sono variegati. Si va da quelli istituzionali (alfabetizzazione italiana e licenza media) a quelli funzionali (informatica, inglese, francese, tedesco e arabo) cui si aggiungono percorsi per ottenere il diploma superiore o la qualifica. «Importante è ricordare - ha sottolineato la dirigente - che i corsi di alfabetizzazione non si limitano all’insegnamento della lingua ma comprendono anche nozioni di educazione civica per favorire l’integrazione».

Varie attività si sono quindi aggiunte grazie all’arrivo di sei nuovi insegnanti, assegnati grazie all’organico potenziato previsto dalla Riforma della Buona scuola, che si sono andati ad aggiungere ai 18 docenti in organico. «Da quest’anno - hanno ricordato i docenti Giusi Pavone, Piera Medico e Mario Malandrone - abbiamo attivato corsi di arabo, di tedesco e di inglese settoriale. Questi ultimi si tengono nella sede di Canelli, in collaborazione con lo Iat e l’Enoteca regionale, e contano circa 20 iscritti, tutti ristoratori interessati ad imparare il linguaggio della ristorazione, della cucina e del vino per meglio comunicare con i clienti stranieri». «Un’ottima iniziativa - ha aggiunto Palmina Stanga - nell’ottica di un territorio che si può fregiare del patriomonio Unesco». Accanto, sempre a Canelli, un corso di italiano per lavoratori stranieri della zona, frequentato anche da Norvegesi e Svedesi impegnati nei bed and breakfast della zona».

Tre le altre novità, la convenzione firmata dal Cpia con l’Università degli stranieri di Perugia, in base a cui è diventato sede di esami per la certificazione di livelli linguistici di Italiano B e C, più avanzati, rilasciati appunto dall’ateneo umbro. E il trasferimento, nella sede di piazza Da Vinci, del Centro di intercultura dell’Ufficio scolastico territoriale, in passato situato all’interno della primaria “Cavour” (con l’istituto comprensivo di Rocchetta Tanaro capofila) «A breve disporremo anche di questo servizio - ha annunciato Piera Medico - che comprende sia una parte di patrimonio librario specifico per la didattica interculturale sia l’organizzazione di corsi di formazione per insegnanti, soprattutto della primaria, che si trovano in classe bambini appena arrivati dall’estero». Delle attività del Cpia, di cui fanno parte anche iniziative non meramente didattiche (come il coro degli studenti e la squadra di calcetto), si parlerà il 19 marzo, del corso dell’evento “Cpia incontra” in programma dalle 10 alle 23 nella sede di piazza Da Vinci 22.

Elisa Ferrando

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