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Coppia olandese lascia Amsterdam
e apre un camping di lusso a Nizza

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Articolo pubblicato il 19/07/2015 alle ore 07:00.
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Michael e Fytje con Pesce e Verri
A Nizza Monferrato è in attività da questa stagione un “glamping”, crasi tra “glamour” e “camping”, a definire un’area campeggio di particolare comfort. Sorge in strada Annunziata, presso la Tenuta Il Castelletto; ad aprire e gestire la struttura turistica, una famiglia olandese trasferitasi in zona che ha saputo cogliere un’importante opportunità imprenditoriale, e lo ha fatto tanto bene da avere, al momento, tutti i posti esauriti fino a fine agosto. In estrema sintesi di tratta di una serie di ampie tende da campeggio, munite di servizi e installate in piena campagna nicese con una veduta mozzafiato sulle colline vitate, sul Bricco Cremosina e sulla città di Nizza. «Per anni abbiamo visitato queste zone come turisti – racconta Michael, marito di Fytje e padre di Suus, Matthys, Julia e Maaieke – Nel 2012 abbiamo scelto di cercare casa qui. In Olanda, in una cittadina a 30 km da Amsterdam, mi occupavo di assicurazioni. Abbiamo scelto di cambiare radicalmente vita».

Un “cambio vita” in effetti seguito dalle telecamere di una stazione televisiva olandese, che ha reso Michael e famiglia celebrità nella loro nazione d’origine, contribuendo inoltre a costruire la clientela di base per la Tenuta (al momento, la pressoché assoluta maggioranza di clienti sono olandesi). Qual è la chiave di Nizza Monferrato da un punto di vista turistico? Secondo Michael, la posizione baricentrica: «I visitatori dormono da noi ma poi possono raggiungere rapidamente Alba, Acqui Terme, ma anche Torino e Genova. Inoltre della zona apprezzano molto il cibo e il vino». Dalla chiacchierata emerge anche un commento positivo su una metamorfosi in corso, nel segno del turismo, nel sud Astigiano: «7 anni fa a Canelli non riuscimmo a visitare le cantine. Ora le cose sono cambiate».

Chi conosce il territorio nicese, ricorda quello che per tutti è “Il Castelletto”. «La cascina è anomala da un punto di vista architettonico, costruita nel 1800, forse una casa patronale – racconta Pier Paolo Verri, il professionista che ha seguito i lavori – Per dare vita alla tenuta c’è stata un’attenzione particolare nel riutilizzo dei materiali, di fatto è tutto a impatto zero». Le difficoltà sono state, al limite, nel trovare una definizione burocratica per il progetto, come ricorda il sindaco Flavio Pesce: «Era difficile classificarlo nel piano regolatore, perciò gli uffici hanno dovuto lavorare parecchio. Ma nella nostra città è consuetudine per l’amministrazione aiutare chi sceglie di investire in ambito locale».

Fulvio Gatti

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