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Contratto bloccato da sei anni:
gli infermieri chiedono risarcimenti

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Articolo pubblicato il 22/03/2016 alle ore 07:00.
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Contratto bloccato da sei anni:gli infermieri chiedono risarcimenti
Contratti bloccati da sei anni. Gli infermieri del pubblico impiego ad Asti sono sul piede di guerra e attraverso il supporto del sindacato di categoria “NurSind” sono pronti a fare ricorso alla Corte Europea per i Diritti dell’Uomo di Bruxelles. Il fenomeno, ovviamente, non interessa solo gli 800 infermieri degli ospedali di Asti e Nizza Monferrato, la sua portata è molto più ampia, su scala nazionale. «Il blocco dei contratti interessa 3 milioni e mezzo di lavoratori e lavoratrici del pubblico impiego – spiega Gabriele Mortara, referente provinciale di NurSind - di cui gli infermieri sono parte rilevante nel comparto sanità. Questo blocco ha provocato una perdita del potere d’acquisto che si stima intorno ai 4 mila euro pro-capite, oltre alle ricadute sui contributi pensionistici persi».

Per questa ragione NurSind chiede ora il risarcimento per gli infermieri gravemente danneggiati dal mancato rinnovo contrattuale che si protrae ormai da sei anni, appunto. Per farlo, il sindacato di categoria ha deciso di muoversi all’interno della neo costituita Confederazione Generale Sindacale composta da FLP (Federazione lavori pubblici e funzioni pubbliche) FGU  (Federazione Gilda Unams) NurSind (Sindacato delle Professioni Infermieristiche) e Unione Artisti Unams. «Con questo ricorso chiediamo alla Corte il riconoscimento di un congruo indennizzo per i lavoratori e la condanna del Governo che, a distanza di sette mesi, non solo ha stanziato una cifra irrisoria e provocatoria, 5 euro lordi mensili, ma non ha neanche avviato la dovuta negoziazione» continua Mortara. Per il momento, il sindacato esclude azioni di protesta eclatanti. «Ci confronteremo con gli iscritti - fanno sapere sempre da NurSind – faremo volantinaggio per portare all’attenzione pubblica il fenomeno e anche per coinvolgere i nostri colleghi nel ricorso. Questa è un’azione importante, in cui il sindacato crede molto. Sono in gioco i nostri diritti di lavoratori».

Al momento a livello nazionale le adesioni sono di circa un migliaio al giorno e anche ad Asti i numeri, stando al sindacato, sarebbero in costante crescita anche se difficilmente quantificabili. «La procedura di adesione al ricorso può essere effettuata direttamente on-line, all’indirizzo www.ricorsocgs.it  – spiega Mortara – gli utenti in grado di provvedere da soli non passano attraverso il sindacato ed è per questo che è difficile avere contezza dei numeri. Va detto che il riscontro con i colleghi ci fa capire che il tema è sentito e c’è voglia di partecipare. Va aggiunto poi l’iscrizione a NurSind consente di presentare il ricorso gratuitamente, in caso contrario è necessario il pagamento di una quota».

Il tempo ormai stringe: l’adesione al ricorso dovrà infatti avvenire entro il 30 aprile. Il sindacato si dice a disposizione per tutti quegli infermieri che avessero dubbi o difficoltà nello scaricare e compilare la modulistica on-line. A questo proposito è possibile contattare il sindacato mandando una e-mail all’indirizzo: asti@nursind.it. «Per noi rivolgerci all’Europa è innanzitutto una battaglia di civiltà – concludono da NurSind - Anche nella nostra provincia da oggi è iniziata la mobilitazione degli infermieri».

Lucia Pignari

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