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Con Giuramento e Stima inizia l’annata paliesca

Molto applauditi sia il nuovo Capitano Michele Gandolfo sia i due Magistrati "esordienti", Conte e Mattiazzi. Consensi positivi a tutto il Gruppo

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Articolo pubblicato il 03/05/2016 alle ore 11:55.
Il Capitano del Palio pronuncia il giuramento in un Teatro Alfieri gremito
Il Capitano del Palio pronuncia il giuramento in un Teatro Alfieri gremito

Le celebrazioni di sabato sera hanno ufficialmente aperto l’annata paliesca 2016. Il tempo incerto, con continua alternanza di annuvolamenti e schiarite, ha consigliato all’amministrazione comunale di apportare alcune modifiche al programma previsto. E’ stata presa la decisione di effettuare il Corteo, ma senza utilizzare i cavalli. Il Gruppo del Capitano ha così sfilato a piedi, mentre i due eventi più importanti della serata, vale a dire il Giuramento dei Rettori e la Stima dei Drappi si sono tenuti al chiuso, al Teatro Alfieri. Il Palio delle tante novità (Capitano, presidente della Commissione Tecnica e Mossiere) non ha quindi voluto smentirsi. Fin da subito. Nonostante la serata fredda, lungo il percorso che dalla Cattedrale ha portato i figuranti fino al Teatro tante le persone che hanno fatto da ala al Corteo. Molto applauditi sia il nuovo Capitano Michele Gandolfo sia i due Magistrati Conte e Mattiazzi, anche loro al debutto.

Consensi positivi sono andati a tutto il Gruppo (cavalieri e palafrenierri) che affiancherà Gandolfo in questa sua prima importante esperienza. Hanno sfilato coppie di nobili, mercanti, armigeri, dame, rappresentanti del Clero, musici e sbandieratori. A chiudere i ventuno Rettori, chiamati a prestare Giuramento, accompagnati dai rispettivi Vessilliferi. Teatro gremito all’inverosimile e applausi scroscianti all’apertura del sipario. Occhi puntati ovviamente sui due Drappi dipinti dal Maestro Mauro Chessa: uno destinato al vincitore della corsa di settembre ed un secondo che questa mattina, martedì della Festa Patronale, verrà offerto dall’Amministrazione Comunale alla Collegiata di San Secondo. Il Gruppo del Capitano, il Sindaco Brignolo e l’Assessore Cotto hanno poi dato il via alle celebrazioni di rito. Primi ad essere chiamati sul palco sono stati i ventuno Rettori per il Giuramento. Il Sindaco ha consegnato ad ognuno di loro il medaglione riportante il simbolo del Palio, contrassegnato dalla fascetta recante i colori di appartenenzadi ogni Comitato. A seguire la cerimonia dell’investitura: il Capitano Michele Gandolfo ha toccato con la spada la spalla sinistra di ogni Rettore, attestandone la riconosciuta potestà. Quindi, su richiesta del Sindaco e nel nome di San Secondo, a giurare sul Codice Catenato sono stati il Capitano e i due Magistrati. E’ poi toccato ai Rettori prestare Giuramento.

Il Capitano ha letto la formula: «Nel nome di San Secondo Patrono di Asti e nello spirito dei valori civici di libertà, solidarietà, operosità, sanciti nel Codice Catenato e negli Statuti Astesi, secondo le consuetudini indicate nei testimoniali del Palio degli ultimi secoli, Signori Rettori giurate voi di comportarvi con lealtà ed onore? Giurate voi?» Il successivo si pronunciato in coro ha posto fine alla prima parte delle celebrazioni, lasciando spazio alla cerimonia della Stima. Tre gli estimatori (Bissolino, Merlo e Torchio) chiamati all’incombenza, in rappresentanaza dell’'antica corporazione dei drappieri. Il loro assenso riguardante la bontà dei Drappi ha preceduto la parte finale dell’evento, durante la quale il Sindaco Brignolo, sul verbale sigillato con ceralacca, ha indetto per domenica 18 settembre la disputa della corsa del Palio 2016.

Il dito nell’occhio
Coinvolgente la serata di sabato. Gli applausi e il calore del Teatro Alfieri non hanno fatto troppo rimpiangere l’ambientazione esterna di Piazza San Secondo. L’unica nota per così dire inattesa è arrivata nel momento in cui sono stati svelati i Drappi. Eh si, perchè sul Palio della corsa mancava la figura di San Secondo a cavallo, con la città simbolicamente tra le mani. Un aspetto che molti dei presenti hanno immediatamente fatto notare. Circostanza che ha fatto catalogare il Drappo come anomalo rispetto ai precedenti. Il Palio, per tradizione, dovrebbe rispondere a una serie di requisiti e possedere elementi precisi: uno di questi è proprio la presenza sullo stesso dell’immagine del Santo. Si badi bene però: Mauro Chessa, il Maestro, non ha infranto una regola scritta, ma, ribadiamo, soltanto una tradizione. Altra anomalia: il motto cittadino “Aste Nitet Mundo Sancto Custode Secundo” è stato riportato sulla passamaneria e non sul Drappo. Sempre valida comunque la solita vecchia inconfutabile affermazione, che sabato sera circolava, eccome, sul Palio: bello, brutto, sorprendente o anomalo che sia, ciò che conta è vincerlo!

Massimo Elia

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