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“Come Cultural Care sta per cambiare la mia vita”

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Articolo pubblicato il 25/07/2017 alle ore 09:20.
“Come Cultural Care sta per cambiare la mia vita” 2
L'esperienza americana di una "ragazza alla pari"

I 19 anni, forse l’età più particolare della nostra vita. L’età delle speranze, delle indecisioni, delle scelte.

E alcune di queste scelte possono migliorare la nostra esistenza per sempre.

19 infatti sono gli anni di Griselda Tomani, studentessa del liceo linguistico Monti residente a Viale d’Asti e appena diplomata, la cui scelta ha dato una svolta alla sua vita.

Tutto partendo da un semplice volantino.

Un volantino arrivato al suo liceo che pubblicizzava Cultural care, un’agenzia online specializzata nell’organizzazione di viaggi alla pari negli Stati Uniti.

Lei appena lo notò non si lasciò scappare un’occasione simile e, grazie all’aiuto di Carol Bianco, l’insegnante di madrelingua inglese, contattò le sedi di Roma e Milano.

Poi il primo colloquio in inglese a Torino in cui, contro ogni sua aspettativa, venne presa.

Subito quindi si iscrisse alla piattaforma online, dove numerose famiglie la contattarono, tutte famiglie con “un carattere tutto unico e speciale”.

Ma cosa c’è alla base della motivazione della sua scelta? Che cosa l’ha spinta a “buttarsi”, a provare quest’avventura e ad entrare in contatto per la prima volta con una realtà che in precedenza conosceva solo grazie a Internet e ai media?

“Desiderio di libertà, voglia di confrontarmi con una nuova dimensione e soprattutto tanta volontà di dimostrare a me stessa che posso cavarmela da sola anche in contesti completamente differenti rispetto a quelli in cui sono abituata a vivere” dichiara la giovane “voglio cominciare ad adattarmi al loro stile di vita e alle loro abitudini, confesso che prima di aver letto il volantino dalla quale tutto è iniziato non sapevo nemmeno cosa significasse fare la ragazza alla pari e invece fra due mesi lo sarò a tutti gli effetti…”

Paura e ansia? “Beh, sto per trasferirmi in un altro continente per un anno, un lasso di tempo non brevissimo, quindi un po’ di preoccupazione in situazioni come queste è normale averla; dalla mia parte senz’altro ho la mia predisposizione a stare a contatto con i bambini perché quando sono con loro è come se i problemi svanissero.

Essi sono in grado, con tutta la loro innocenza, di farci capire dove sbagliamo e hanno sempre un qualcosa da trasmetterci.

E in primis hanno una sorta di talento verso l’empatia che permette loro di instaurare più facilmente un rapporto con chiunque.”

Perché proprio negli USA?

“Perché sono un paese vastissimo e ricchissimo di diversità sia a livello culturale che sociale, un paese che riserva sempre nuove sorprese, e sicuramente al ritorno dalla mia avventura sarò come “rinata”.

Arianna Zanin, 19 anni

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