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Cocconato, incendio all'impianto
di energia da biogas

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Articolo pubblicato il 29/12/2015 alle ore 14:00.
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La zona di Cocconato dove si è sviluppato l'incendio
Un incendio di vaste proporzioni, scoppiato nelle prime ore di domenica, ha provocato gravi danni all’azienda agricola di Ezio Veggia, specializzata nella produzione di biogas, sita in località Canei ai confini tra Tuffo di Cocconato e Robella. Sul posto sono intervenute cinque squadre dei vigili del Fuoco di Asti e una del distaccamento di volontari di Cocconato, che hanno lavorato fino alle prime ore del pomeriggio per circoscrivere l’incendio e domare le fiamme, sviluppatesi, secondo una prima sommaria ricostruzione, in un deposito di materiali secchi. Impossibile al momento stabilire le cause del sinistro, fra le ipotesi più accreditate, un’autocombustione o un cortocircuito, anche se occorreranno complesse indagini, a cui stanno lavorando i Carabinieri di concerto col comando provinciale dei Vigili del Fuoco, per definire con precisione l’accaduto. Nessun danno fortunatamente alle persone, essendo al momento dell’incendio, l’azienda chiusa per le feste.

L’impianto di cogenerazione, attivo dal 2010, ha una potenza elettrica nominale di 998 kWe e potenza termica recuperabile di 576 kWt ed è dotato di silos di stoccaggio con alimentazione continua, 8 vasche alte 8 metri e lunghe 30, digestori mono-stadio che lavorano a 45°C. La biomassa è formata da trinciati di mais, triticale, sorgo, letame suino e avicolo. L’energia elettrica prodotta annua è di oltre 84 mila kWhe ed è totalemente ceduta, mentre la potenza ternia viene in minima parte utilizzata come autoconsumo dell’impianto e la restante quota interamente impiegata nel processo di essicazione.
Al momento non si conosce entro quanto tempo l’impianto potrà essere riattivato.

Nella giornata di ieri, lunedì, una squadra di Vigili del Fuoco di Asti è tornata a Cocconato per rimuovere delle lastre pericolanti che mettevano a rischio l’incolumità di chi fosse passato sotto per fare i primi lavori di ripristino dell’attività.

Franco Zampicinini

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