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Classifica redditi: Asti povera, vincono i paesini

Quanti sono i contribuenti che dichiarano oltre 120.000 euro? Ad Asti appena 300

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Articolo pubblicato il 21/04/2016 alle ore 07:00.
Classifica redditi: Asti povera, vincono i paesini 3
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Se fossi tra i più ricchi d’Italia per il Fisco quest’anno starei a godermi il panorama del Golfo del Tigullio, per la precisione a Portofino, dove nel 2014 è stato dichiarato il reddito più alto: 51.403 euro di imponibile medio. Trentamila euro in più di quanto guadagnano (o dichiarano) gli astigiani, numeri che fanno di Asti la peggiore del Piemonte. Ma a Grazzano Badoglio vivono i paperoni. Il bello delle classifiche è che gli si riesce a far dire un po’ quel che si vuole. Così se leggiamo la graduatoria del Fisco bastano poco più di 25 mila euro di reddito medio per fare di Grazzano Badoglio uno dei cento comuni più ricchi d’Italia. Cinquantasettesimi a livello nazionale e dodicesimi a livello piemontese.

Con un gran balzo in avanti rispetto all’anno precedente e un aumento del reddito medio di oltre il 12% quasi tremila euro in più rispetto all’anno prima. Così, per dirla con Paperon de Paperoni, il Klondike dell’astigiano sta proprio tutto nei paesini del nord visto che subito dopo Grazzano, buoni secondi sono gli abitanti di Castellero, poi quelli di Capriglio, di Moncucco e di Albugnano. Insomma le terre dei santi sono ben rappresentate e non se la passano male nemmeno con il vile denaro. Ma l’Astigiano è, per così dire, meglio rappresentato nelle ultime posizioni della classifica nazionale con Loazzolo, San Giorgio Scarampi e Serole posizionate al fondo con poco più di dodicimila euro l’anno di reddito.

Ma come si possono spiegare queste differenze e che senso hanno? Ovviamente stiamo facendo il ragionamento del pollo di Trilussa. Per convincersene basta andare a vedere quanti sono i contribuenti che dichiarano oltre 120.000 euro. Ad Asti sono appena 300, pochi di più degli spartani alle Termopili, e meno di 700 in tutta la provincia. Sette i magnifici di Grazzano che hanno dichiarato in media, sempre con la regola del pollo, oltre settecento mila euro a testa. Un paesino dove fare un salto, se cercate moglie o marito. Rispetto all’anno precedente i redditi sono poco poco aumentati in quasi tutti i paesi della provincia. Solo la Langa Astigiana fa segnare un segno meno dove Rocchetta Palafea è quella messa peggio con un 7% in meno.

Asti non se la passa poi benissimo. Nella classifica nazionale è oltre la mille e in Piemonte è, come al solito, il capoluogo di provincia messo peggio, oltre ottocento posizioni da Novara e indietro a quell’Alessandria che pure non riesce a uscire dalla crisi. Quasi un affronto per quelli che nel medioevo erano i banchieri d’Italia. Se questi sono i numeri un campanello d’allarme anche per la Cassa di Risparmio che alla fine quei redditi custodisce e investe. Nell’insieme emerge l’immagine di una provincia povera, che vive di pensioni e di lavoro pubblico misto alle poche fabbriche e alle poche attività industriali rimaste. Ovviamente qualche furbetto sicuramente c’è, se si pensa che nella seconda lista dei cento cattivi beccati dall’inchiesta “Panama papers” ad aver portato i soldi all’estero ben due sono astigiani. Anzi astigiane e con nomi peraltro sconosciuti ai più. Chissà che dietro alle due perfette sconosciute non ci siano i soldi di qualche nome importante della Asti bene.

Lodovico Pavese

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