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Chieste più aree libere per la cerca dei tartufi

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Articolo pubblicato il 21/02/2016 alle ore 07:00.
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Chieste più aree libere per la cerca dei tartufi
Trifulao pronti a dare battaglia su più fronti. E' previsto a giorni un incontro in Regione Piemonte con gli assessori Giorgio Ferrero e Alberto Valmaggia al fine di cercare soluzione ad uno dei problemi che maggiormente accalora i liberi cercatori astigiani e piemontesi, ovvero la necessità di emigrare in quanto circondati da terreni non accessibili. Una delle questioni ribadite domenica scorsa in occasione dell'assemblea annuale dell'Atam, una delle nove operanti sul territorio piemontese e che raccolgono circa 5 mila liberi cercatori distribuite sui territori di Asti, Alessandria e Cuneo.

«Si tratta di un problema sociale - ha precisato Piero Botto, presidente Atam - che obbliga molti soci a lunghe trasferte, ancora più disagevoli per gli anziani». L'associazione astigiana è in sintonia con la legge regionale che limita al 10% della superficie produttiva l'area massima concessa alla tartufaie controllate (ex consorzi) e pertanto chiederà di evitare ulteriori concessioni concentrate in poche zone e spalmarle sull'intero territorio. Tant'è che nell'Astigiano su 642 ettari disponibili ne sono già stati concessi 241 ovvero il 37,5%. Ma sul tavolo con gli amministratori regionali verranno presentate anche altre istanze.

E' il caso della stesura di un regolamento che in pochi articoli che consenta alle associazioni di fare pressione sulle singole amministrazioni al fine di inserire le zone vocate all'interno dei piani regolatori comunali. Ma i liberi cercatori chiedono anche di effettuare opportune verifiche sulle troppe piante "inesistenti" che però beneficiano degli 8 euro riconosciuti dall'ente regionale in modo da poter aumentare, se non raddoppiare, il contributo a favore di quelle effettivamente esistenti ed a vocazione tartufigena. Ma da Asti è stato rilanciato anche un messaggio al Parlamento con l'invito a modificare la vecchia legge quadro, scegliendo tra le venti proposte presentate in questi anni senza cedere alle potenti lobbies dell'industria conserviera in materia di fiscalità.

Maurizio Sala

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