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Chessa: «A San Silvestro tenterò
di regalare la stessa gioia del '92»

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Articolo pubblicato il 26/02/2016 alle ore 16:00.
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Andrea Chessa con il Rettore di San Silvestro Maria Teresa Perosino
Presentato ufficialmente domenica nel corso di un’affollata e riuscita serata, il fantino Andrea Chessa, detto Nappa II, si appresta ad indossare per il secondo anno consecutivo il giubbetto di San Silvestro, Rione guidato dal Rettore Maria Teresa Perosino. Nel 2015 uno sfortunato episodio accaduto alla mossa della terza batteria gli impedì di correre: il suo cavallo si ferì e Chessa fu costretto a lasciare la pista.

Riguardo a quanto avvenne questo il ricordo del fantino nato ad Orosei (Nuoro) nel 1983.
«Fu una delusione terribile. A parole è difficile spiegare ciò che un fantino prova in una situazione del genere. Senza avere colpa alcuna bisogna rientrare nei box ed accantonare ogni speranza di gareggiare. Un’attesa di un anno vanificata da una circostanza sfortunata.»
Immagino che la tua voglia di tornare al canapo in Piazza Alfieri sia davvero tanta...
«Certamente. San Silvestro, un Rione dove mi sono trovato e mi trovo benissimo, mi ha nuovamente offerto la possibilità di provarci e le motivazioni per fare bene non mi mancheranno. Dopo la sfortuna del 2015 bisogna voltare pagina e ripartire.»

A cavalli sei messo bene? In scuderia di quanti purosangue disponi?
«Al momento uno, ma non ti nego che ho già puntato il mirino anche su altri due-tre soggetti che potrebbero fare al caso mio e conseguentemente del Rione. Tenterò di regalare a San Silvestro la stessa gioia che provarono nel 1992, l’anno della loro vittoria.»
Tante cose per te recentemente sono cambiate, non ultima la decisione di mettere su una scuderia tutta tua...
«Si, a Pian del Lago, praticamente in Siena. Oltre al purosangue di cui ti ho accennato ho in scuderia anche un paio di mezzosangue. Voglio essere pronto per ogni evenienza paliesca se dovessi ricevere una chiamata...»

Queste tue parole mi spingono a domandarti quali sono i Palii 2016 nei quali ha già ingaggio.
«Al momento l’appuntamento di Asti è il più prestigioso che affronterò. Sicuramente sarò al canapo anche a Castiglion Fiorentino, ma si stanno muovendo anche altre due situazioni delle quali per scaramanzia preferisco non parlare.»
Parliamo di Siena: debuttasti nell’agosto 2011 per la Chiocciola su Meremmana e corresti anche nel luglio 2012 per il Leocorno su Magic Tiglio. Poi che cosa è successo?
«Non mi è più stata offerta la possibilità di correre. Trovare posto a Siena è difficile, certe situazioni e dinamiche tipicamente paliesche devono andare ad incastrarsi alla perfezione e solo quando questo avviene un fantino che non sia un big viene preso in considerazione. Non ho però perduto le speranze di tornare in Piazza del Campo: Siena è una sorta di malattia per me.»

Torniamo ad Asti: l’anno passato Pusceddu ha dettato legge, pensi che nel 2016 possa nuovamente imporsi?
«Ovviamente per lui sarà più difficile, ma Valter al momento dispone di un paio di cavalli veramente forti, di elevata qualità. Pertanto non è azzardato indicarlo quale favorito numero uno per il prossimo settembre. Lui è un ottimo fantino, sa come muoversi e non ha bisogno di consigli.»
Se tu dovessi indicare qualche possibile alternativa a Pusceddu per la conquista del Drappo quali sono i nomi che faresti?
«Giuseppe Zedde arriva sempre ad Asti con ottimi purosangue, così come Andrea Mari e Giovanni Atzeni. Poi chissà, potrebbe scapparci la sorpresa, nel Palio spesso i pronostici della vigilia saltano per fattori imprevisti. E poi spero che quest’anno vada bene anche a me, ho già pagato un dazio notevole al destino non potendo correre nel 2015.»

Chiudiamo ricordando il “palmares” di Nappa II. Per lui in carriera due vittorie a Buti (nel 2012 e 2013), e una Castiglion Fiorentino (nuovamente nel 2013, sua miglior stagione). Oltre alle due presenze a Siena già menzionate, Chessa ha disputato anche tre Palii nella nostra città: 2011, Santa Maria Nuova; 2013, Viatosto; 2014, Moncalvo. L’anno passato avrebbe dovuto correre per San Silvestro, ma non partì in batteria per il lieve infortunio occorso al suo purosangue.

Massimo Elia

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