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Che noia il pomeriggio! Queste le giornate dei ragazzi

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Articolo pubblicato il 10/12/2013 alle ore 18:57.
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Che noia il pomeriggio! Queste le giornate dei ragazzi
Soli, pigri e apatici. Ecco cosa emerge dal rapporto di Save The Children sugli stili di vita degli adolescenti italiani. I dati parlano chiaro: in troppi casi i ragazzi mangiano male, si muovono poco e passano il pomeriggio rintanati in casa fissando incantati il lucido schermo del televisore. Ma andiamo a vedere i dati più in dettaglio: per quanto riguarda l'attività fisica, dal rapporto emerge che il 40% degli adolescenti non pratica alcuno sport. Le motivazioni sono le più svariate, ma la più allarmante di queste è che il 38% (un ragazzo su cinque) non ritiene importante per la propria salute fare sport, mentre preferisce essere "cool", cioè fumare nervosamente sigarette e trascorrere le serate nei pub e nelle discoteche bevendo fino all'inverosimile con conseguenze spesso molto deleterie.

Se non fanno sport, come passano i pomeriggi i ragazzi? Nel 60% dei casi non si muovono da casa: la televisione è la loro unica compagnia e i cosiddetti programmi-spazzatura il loro unico vero intrattenimento. Per fortuna, però, c'è anche qualche amante della cultura che si dedica a leggere un buon libro al posto di navigare su Internet, ascoltare la musica a palla o chattare sui social network. Già, perché chattare su Facebook, per esempio, sembra ormai diventata una droga, di cui ogni ragazzo che voglia apparire alla moda non può più fare a meno. Da questo si evince che la condizione dell'adolescente italiano è quella di un ragazzo che vede la realtà esterna non con i propri occhi, ma con il televisore e i cui rapporti sociali con gli altri coetanei sono minimi; così adesso lo spazio virtuale è andato a rimpiazzare il parco immerso nel verde come luogo di incontro.

Ma la colpa di tutto ciò di chi è? In pratica, della nostra società. Questo almeno quanto emerge dal rapporto diffuso da Save the Children. A mettere in atto un processo perverso le cui conseguenze sono quelle sopra descritte sarebbe infatti l'indole iperprotettiva dei genitori, che non si fidano più a lasciare che i propri figli frequentino spazi aperti, perché ritenuti poco sicuri. Un altro dato alquanto scottante è che i genitori invece ignorano totalmente quali possono essere i rischi per i propri figli che possono derivare da Internet, tant'è che il 27% dei ragazzi dice che nessuno dei suoi familiari sa nulla delle sue chat e dei siti che visita. Almeno qualcosa di positivo c'è in questo rapporto? Beh, sì, perlomeno non è stato sondato il livello di istruzione dei ragazzi. Un quindicenne italiano su 4, rivelava uno studio di qualche anno fa, fatica a leggere e a comprendere testi linguistici. Sono, per l'esattezza, il 26,4%, circa il 2% in più rispetto alla media europea, che si ferma a quota 24,1 per cento.

Marco Alpan

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