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Cavallo abbattuto, un silenzio
che non giova a nessuno

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Articolo pubblicato il 29/09/2015 alle ore 07:00.
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Il cavallo di San Secondo abbattuto la sera del Palio
Un cavallo lascia la pista dopo la finale, infortunato piuttosto seriamente. Giunto nei box riceve le prime cure, ma appare chiaro che sul posto non è possibile intervenire in maniera adeguata e si rende necessario il trasporto in una clinica specializzata. Ecco in stringata sintesi quanto è accaduto al cavallo del Rione San Secondo Doctor Cini, ribattezzato in occasione del Palio Davide Umberto. Da quando il purosangue lascia la pista però di lui, situazione alquanto anomala, non si hanno più notizie. Nessuno pare sapere più nulla.

Gli addetti ai lavori informano che il cavallo verrà operato e che bisognerà attendere l’esito dell’intervento per capire se per Doctor Cini potrà esserci un futuro. La preoccupazione monta, sono in tanti a chiedere informazioni, animalisti in testa ma nessuno pare in grado di fornirle. Finchè in tarda serata iniziano a circolare voci sull’abbattimento del purosangue al punto che il lunedì e il martedì gli appelli della Lav si fanno via via più insistenti. Le risposte tardano ad arrivare anzi, nei giorni successivi si fa largo una voce insistente: il cavallo sarebbe stato abbattuto. Ma allora, se fosse vero, perché nessuno lo ha detto? Perchè qualcuno ha taciuto la notizia e chi?

Domande che la città ha continuato a farsi nelle ultime ore e che sono scaturite in una interrogazione comunale presentata dal Movimento 5 Stelle. Nel documento a cui il primo cittadino dovrà dare una risposta, si legge che la “notizia è finita sulle prime pagine dei giornali nazionali e locali come anche su testate giornalistiche televisive nazionali”. La notizia ha destato scalpore soprattutto perché è stata nascosta per diversi giorni, si continua a leggere sull’interrogazione presentata dai 5 Stelle, anche alle associazioni animaliste che avevano chiesto informazioni sullo stato di salute degli animali. I “grillini” concludono la loro interrogazione affermando che la notizia è stata “gestita nel peggiore dei modi creando un danno di immagine alla manifestazione e alla città”. A questo punto le richieste al primo cittadino e alla giunta. Vogliamo sapere per quale motivo “questa notizia è stata fornita oltre quattro giorni dopo l’accaduto. Se sono state individuate delle responsabilità nella gestione di questa notizia e quale azione questa amministrazione intende intraprendere nei loro confronti”. Tutte domande a cui bisognerà dare una risposta entro breve tempo.

Il sindaco ci prova subito con una nota stampa laconica nella quale si legge che “la morte del purosangue che ha corso per San Secondo il Palio addolora profondamente la città e tutti gli appassionati di cavalli. Il fatto non pare riconducibile alla tipologia della corsa del Palio, ma un infortunio analogo a quelli che si verificano purtroppo spesso in allenamento o nelle corse in ippodromo. Quello di Asti è il Palio che adotta gli accorgimenti più efficaci in materia di sicurezza. Risulta sia stato tempestivo il soccorso e il trasporto in un centro specializzato”. Una risposta che potrebbe non soddisfare nè gli animalisti e nè i firmatari dell’interrogazione che ora puntano il dito sul lungo silenzio seguito all’infortunio dell’animale.

“Ho visto il cavallo infortunato salire sul mezzo di soccorso con le sue zampe - ha detto Marco Gonella, presidente del Collegio dei rettori - per cui nessuno poteva sapere che le sue condizioni fossero così gravi. Per cui quando è arrivata la voce che il cavallo sarebbe stato curato è parso credibile a tutti. Certo, se una cosa del genere fosse capitata a noi, lo avremmo saputo subito e l’avremmo detto. Ma San Secondo ha preso il cavallo da una scuderia di Legnano e può essere che i loro rapporti siano solo di carattere economico e che quindi la scuderia non abbia ritenuto opportuno avvertire dell’accaduto. Poi - ha concluso Gonella - quando ti trovi in quella situazione e perdi un cavallo, sei talmente disperato che l’ultima cosa a cui pensi è avvertire il rione o il comune. Del resto che vantaggio c’era a nascondere questa notizia?”

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