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Casu: «Steccato, problema serio.
Il sogno è una scuola per fantini»

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Articolo pubblicato il 06/10/2014 alle ore 07:00.
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Franco Casu nel 2001 con la casacca di Viatosto
Franco Casu è un signore che con i Palii ha sempre avuto una certa dimestichezza. Nato ad Oristano, ha esordito ventenne nel Palio di Siena, agosto ‘'89, per la Contrada dell'Oca, montando Musetto. Negli anni a venire per lui altre cinque presenze sotto la Torre del Mangia, l'ultima delle quali datata agosto '‘96. Poi una lunga squalifica, maturata proprio in seguito al comportamento tenuto in quella carriera, quando, ingaggiato dalla Pantera, trattenne vistosamente per il giubbetto Massimo Coghe, fantino dell'Aquila. Venti Palii, una sanzione pesantissima. Con Siena discorso chiuso. "Spirito" questo il soprannome di Casu, debuttò ad Asti nel 1990 per San Silvestro. Fu la prima delle sue dodici presenze in piazza Alfieri. Quattro le finali disputate, con migliori piazzamenti i terzi posti del '‘93 (Moncalvo, su Charcot) e del 2004 (San Lazzaro, su Stravascia). Con lui abbiamo sviscerato alcune problematiche emerse in occasione del'ultimo Palio.

A uno come te, Franco, l'esperienza e l'occhio non mancano. Qual è stato a tuio parere l'episodio più eclatante accaduto in piazza Alfieri in occasione del recente Palio?
«In ordine d'importanza e rifacendomi ai tanti discorsi sulla sicurezza direi senza dubbio lo steccato che si è aperto verso l'interno della pista nella terza batteria, una sorta di arma pericolosissima che ha buttato giù da cavallo Gigi Bruschelli. Quella tipologia di protezione laterale della pista, adottata in ippodromo dove peraltro non viene quasi mai toccata dai cavalli, non è idoneo ad una corsa come il Palio nella quale le sollecitazioni e gli urti sono molto più accentuati. Bisognerà studiare qualcosa di diverso. Riguardo invece al fondo della pista, spesso criticato per compattezza e spessore, mi è sembrato quest'anno decisamente buono».

Veniamo all'episodio della caduta nella finale...
«Chiavassa è un ragazzo giovane, inesperto. Ha commesso un errore grave, certamente, pregiudicando la sua corsa e quella di altre due accoppiate. Gira voce che potrebbero sanzionarlo: mi pare una decisione assurda».
Forse servirebbe una selezione più accurata riguardo ai fantini di riserva.
«Sotto questo punto di vista sono d'accordo. Bisognerà valutare in futuro con maggior attenzione quali sono i fantini con le capacità tecniche e le giuste attitudini per montare al Palio. I fantini di riserva devono avere la stessa preparazione e capacità delle monte titolari. Non bastano un paio di corse allo stadio per conquistare credibilità. Fondamentale è l'esperienza».

Tu hai appeso il frustino al chiodo?
«Quest'anno non ho gareggiato, ma intendo tornare in pista e ripropormi al più presto. Nel frattempo mi sono avvicinato al Rione San Secondo. Ho fatto la tessera lì, c'è gente in gamba».
E durante la lontananza dall'agonismo che hai fatto?
«Ho lavorato e lavoro in un centro ippico di Moasca, di proprietà della dottoressa Vigliani. Sono quotidianamente a contatto con giovani puledri che addestro e preparo».

Come tutti avrai un sogno nel cassetto...
«Certo che ce l'ho. Ed è un'idea che da tempo condivido con l'ex Capitano del Palio Riccardo Berzano, titolare del Circolo Ippico "Il Paddock" di Callianetto, una splendida struttura che ha quale primo obiettivo quello della cura e del rispetto del cavallo. Ebbene a me e a Riccardo piacerebbe al Paddock mettere in piedi una scuola che consenta agli appassionati, giovani e non solo, di entrare in contatto con il mondo equestre nella sua totalità. Far conoscere in maniera approfondita la vita di scuderia, in tutte le sue sfumature, potendo contare sulla presenza di un veterinario e di un maniscalco. Il lavoro nei box, insegnare a passeggiare un cavallo, comprenderne poco alla volta la psicologia, per poi arrivare, ma comunque non obbligatoriamente, agli insegnamenti per la monta. Certo, si tratta di un discorso da pianificare, ma lo ritengo meritevole di avere un futuro. Ci piacerebbe discuterne con gli organi che stanno all'interno della macchina paliesca, innanzitutto il Collegio dei Rettori».

Un discorso a tutto tondo, dalla A alla Z.
«Sì, sarebbe bello. E susciterebbe curiosità ed entusiasmo all'interno del panorama paliesco che ne ha tanto bisogno. Speriamo diventi realtà».

ESTRATTA LA LOTTERIA DEL "SANTO":
ECCO I NUMERI FORTUNATI
Biglietti vincenti della lotteria di San Secondo: 1° Smart box 2 notti d'incanto per 2 persone n. 2326; 2° Quadro del Palio n. 2008; 3° Cellulare dual band n. 1777; 4° Occhiali da sole Ottica Bella n. 1620; 5° Frullatore immersione Philips n. 0884; 6° Giubbotto pile gas n. 0835; 7° Tostapane Philips n. 2753; 8° Cassetta 3 vini n. 2670; 9° Cena per 2 persone n. 0058; 10° Buono trattamento benessere, n. 2400. I vincitori dovranno recarsi entro 60 giorni, il martedì sera, nella sede del Rione in c.so Alfieri 284, o contattare Simona Stevano al 328-5432488.

Massimo Elia

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