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Caso "Meraviglie": il “mea culpa” degli astigiani

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Articolo pubblicato il 13/01/2018 alle ore 08:35.
Caso "Meraviglie": il “mea culpa” degli astigiani 3
Alberto Angela

E' un boccone amaro quello che tocca ingoiare agli astigiani all'indomani della messa in onda del programma Rai “Meraviglie” di Alberto Angela. L'idea condivisa è come, ancora una volta, il vicino Albese sia riuscito a promuoversi al meglio, superando i cugini astigiani che pure rivendicano la paternità del riconoscimento Unesco.

Tra i primi commenti a caldo vi è quello di Marco Gabusi, Sindaco di Canelli e Presidente della Provincia di Asti: «Sicuramente in qualità di Presidente della Provincia scriverò alla direzione della Rai. Non è mia intenzione entrare in polemica con la televisione di Stato nè tanto meno di mettere in discussione scelte editoriali legittime. Anche altri territori d'eccellenza sono stati esclusi come Barbaresco. Capisco che nel rispetto dei tempi televisivi era necessaria operare una selezione degli argomenti. Intendo però chiedere che venga preso in considerazione anche il nostro territorio e i nostri prodotti in occasione della prossima stagione del programma».

Gabusi non intende tirarsi indietro di fronte alle responsabilità e aggiunge: «Tutti noi amministratori ne abbiamo. Da anni siamo consapevoli della superiorità dei vicini albesi in fatto di promozione. La puntata di mercoledì sera ci ha dimostrato che dobbiamo smettere di perdere tempo ma fare rete tra enti, istituzioni e privati. In ogni caso ritengo comunque positivo che si sia parlato di sito Unesco di Langhe, Roero e Monferrato a livello nazionale. E' comunque un'ottima pubblicità di cui beneficeremo tutti». Rammarico da parte di Simone Nosenzo Sindaco di Nizza Monferrato, il quale commenta: «il sito fa chiaramente riferimento al territorio di Langhe, Roero e Monferrato. Ci spiace non essere stati oggetto di un approfondimento come avvenuto per le Langhe e che uno dei nostri vini di punta, la Barbera, sia stato solo citato. Capisco tuttavia la scelta della redazione di volersi concentrare sulla storia di Cavour come filo conduttore. Ci auguriamo di avere una nuova occasione per presentarci al meglio».

Più caustico è invece Oscar Bielli, sindaco di Canelli nel 2003. Colui che, come si ricorderà, presentò a Parigi insieme a Sergio Bobbio il progetto di candidatura Unesco per le Cattedrali Sotterranee canellesi. Un'idea che poi si sarebbe articolata e concretizzata anni dopo nel sito odierno con l'aggiunta di Langhe e Roero. «Non è colpa nè di Alberto Angela, il cui lavoro è stato peraltro di una qualità di altissimo livello, nè degli albesi che hanno fatto il loro lavoro – osserva – Non sappiamo promuoverci, questo è un dato di fatto. Asti sta ad Alba come l'Italia alla Francia. Potenzialmente abbiamo una ricchezza culturale ed enogastronomica superiore ma non siamo capaci di valorizzarla. Urge un “mea culpa” collettivo e va fatto finché siamo ancora in tempo. Per correggere i nostri errori e imparare da chi è più bravo».

Lucia Pignari

Tags: alberto angela,Meraviglie,Unesco

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