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Case occupate, terra di nessuno ...e di tutti

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Articolo pubblicato il 28/09/2016 alle ore 12:41.
Case occupate, terra di nessuno ...e di tutti 3
Rifiuti nel cortile in comune tra corso Volta e corso Casale

Dopo quindici giorni di razionamento dell’acqua, le cose vanno leggermente meglio al quarto piano del palazzo occupato di corso Volta, ma il capofamiglia continua a fare rifornimento alla fontana del giardinetto pubblico per paura di rimanere di nuovo senza rifornimento idrico. Quella della limitazione della portata d’acqua da parte dell’Asp è solo l’ultima complicazione in una situazione che si trascina ormai da molti anni senza che nessuno ci metta veramente le mani per una soluzione.

Bolletta dell’acqua non pagata dal 2009

Il palazzo di corso Volta sconta, con quello gemello di corso Casale, un debito altissimo con l’Asp per bollette non pagate. Ma qui il primo ostacolo: tranne l’Asp, nessun altro sembra sapere di che cifre si tratti. Si sa che la morosità risale almeno fin dal 2009 ma non a quanto ammonti esattamente. Questo perchè, prima anomalia, i due condomini sono serviti da uno stesso contatore che però fa riferimento a proprietà diverse. Proprietà che non si stanno più occupando degli stabili: a gestirli sono ormai dei custodi giudiziari e dei delegati alla vendita.

All’asta per “briciole”

La vendita di quei due palazzi è praticamente impossibile. In corso Volta, quattro anni fa, in vista dell’asta, erano stati eseguiti quasi tutti gli sfratti. Mancavano solo più due inquilini, di quelli “vecchi”. Ma non c’è stato tempo di arrivare alla vendita, perchè gli alloggi liberi vennero tutti occupati abusivamente da famiglie in emergenza abitativa. Situazione diversa in corso Casale, dove gli inquilini sono per la stragrande maggioranza regolari ma ad essere in difetto è la proprietà che non riesce a far fronte al mutuo contratto con la banca. Solo di qualche mese fa l’ennesima asta deserta: corso Volta partiva da una base di 300 mila euro per 24 appartamenti, corso Casale di 205 mila euro per 20 alloggi e tre negozi, ulteriormente ribassabile a 160 mila euro. Nonostante i prezzi stracciati rimangono immobili impossibili da vendere perchè occupati, abusivamente o no.

Arrivi e partenze fuori controllo

Corso Volta, in questi anni, è diventato un condominio totalmente fuori controllo. Non esiste un censimento affidabile sulle famiglie che lo occupano e quelli che conoscono da vicino la situazione parlano di un “porto di mare”.

Subaffitti di case occupate e quote di ingresso

Non c’è più nessuna delle famiglie occupanti “originarie”, ma si parla di un avvicendamento di nuclei senza casa. Con situazioni anche sgradevoli. Perchè se da una parte alcune famiglie sotto sfratto hanno trovato lì la solidarietà e un tetto, non sono pochi i casi in cui si segnala una sorta di “subaffitto” da parte degli occupanti precedenti o di richiesta di “quota di ingresso” per coloro che prendono posto in un alloggio che si rende libero.

Graduatoria di abusivi

E qualcuno accenna anche ad una sorta di “graduatoria degli abusivi” che si mettono in coda per andare ad occupare il primo alloggio che si liberi dagli occupanti di prima. Lo stesso inquilino che ha fatto scorte di acqua nei giorni del razionamento più severo, racconta che rimane sempre qualcuno a casa, in qualunque ora della giornata, per paura di tornare e trovare la casa occupata da altri.

Senza manutenzione

In questi anni senza amministratori, senza manutenzione, senza alcuna regola comune, il degrado si è fatto strada nello stabile. Dai cumuli di immondizia nel cortile condiviso dai due condomini, agli sfondamenti del portoncino di ingresso che consente a chiunque di entrare in qualunque momento. L’impianto di riscaldamento non funziona e gli alloggi vengono scaldati con stufette di fortuna.

Tensioni fra inquilini

Tensioni importanti anche fra gli stessi occupanti. Le indagini sono ancora in corso, ma già in due occasioni sono accorsi i Vigili del Fuoco di Asti per roghi nell’androne di corso Volta e nelle cantine di corso Casale. Per fortuna non ci sono state conseguenze drammatiche, ma la situazione rimane esplosiva.

Scambi di accuse

Pochissimo ordine e tante accuse reciproche. Per il Coordinamento Asti Est che aveva sostenuto l’occupazione, lo stato di abbandono delle famiglie di corso Volta è l’esempio di come la città non abbia alcun interesse a risolvere le questioni di emergenza abitativa, perchè altrimenti Comune, Atc o qualche altra istituzione avrebbe potuto acquisire lo stabile all’asta per assegnarlo alle famiglie. L’assessore Vercelli anticipa quello che dirà all’Asp in un incontro fissato stamattina per il grande debito di acqua. «Serve un censimento di tutte le famiglie con le loro singole situazioni, poi valuteremo come procedere. Ma saranno decisioni prese caso per caso».

Martedì lo sgombero della casa di Strada Fortino

Per un fronte confuso e complicato, se ne prospetta un altro fin troppo chiaro invece. Martedì prossimo scade l’ennesima proroga allo sgombero di un’altra palazzina occupata, quella di Strada Fortino. La proprietà aveva sostenuto che si trattava dell’ultimo rinvio ma nessuna delle famiglie occupanti ha, al momento, trovato una sistemazione alternativa. In questo caso l’assessore Vercelli ha ribadito di aver offerto alle famiglie l’aiuto che il Comune offre a tutti quelli in emergenza abitativa: pagamento della cauzione e di 6-8 mesi di affitto per l’avviamento alla locazione.

Daniela Peira

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